In Italia ci sono centinaia di Università della Terza Età, diffuse capillarmente su tutto il territorio nazionale: solo nel territorio pordenonese ce ne sono una decina, e fra queste la più vecchia è l’Università della Terza Età di Pordenone Aps, che ha 44 anni, ma ha iniziato non ufficialmente le sue attività subito dopo il terremoto, quando un gruppo di volontarie organizzò dei corsi per far uscire dalla solitudine soprattutto le donne che vivevano isolate, dopo quella tragica esperienza.
L’Ute di Pordenone, assieme alla sede staccata di Azzano Decimo, ha 780 iscritti in totale. L’Ute di Pordenone fa parte della Federuni, una delle federazioni che aggregano più realtà in tutta Italia: solo la Federuni ha 196 sedi, con 60 mila iscritti, con l’apporto di 4250 docenti. Le Ute, oppure le Utle (Università della Terza e della Libera Età), sono tutte realtà che rispondono alle direttive europee che invitano alla formazione continua, partendo dal principio che il benessere fisico e mentale della persona si coltiva e si mantiene anche attraverso un costante esercizio delle facoltà mnemoniche, dello stimolo a conoscere sempre cose nuove, per essere cittadini attivi nelle realtà in cui si vive, siano esse famigliari o, in senso più largo, sociali. Le Ute sono presenti in molti Paesi europei, e ci sono progetti internazionali per scambi reciproci.

L’Ute di Pordenone
L’Università della Terza Età di Pordenone Aps è un’occasione d’incontro per chi è uscito dal mondo del lavoro o, avendo cresciuto i figli, si ritrovi con tempo libero da dedicare a sé stesso. O, per meglio dire, a sé stessa, visto che almeno due terzi degli iscritti sono donne. È un modo per occupare il tempo approfondendo degli argomenti d’interesse che non si è avuto tempo di coltivare in altri momenti della vita, con la volontà di tenersi aggiornati sull’attualità, oppure lasciandosi tentare da ambiti artistici che hanno sempre incuriosito, ma non si sono messi a frutto, scoprendo magari nuovi talenti. Frequentare la Casa dello Studente, dove l’Ute ha sede, è anche uno stimolo per uscire di casa, stare in compagnia, frequentare persone con gli stessi interessi, con le quali si può instaurare un dialogo, avere discussioni e confronti. In più c’è il valore aggiunto di un ambiente come la Casa dello Studente, dove ci sono spazi accoglienti per tutte le attività e la possibilità di incontrare persone di ogni età, essendo questo un luogo aperto a tutti : dai bambini che frequentano i corsi di lingue, agli immigrati che seguono i corsi di italiano, primo passo per inserirsi nella società del Paese che li accoglie.
Chi frequenta le Ute ed esempi di attività
Negli ultimi anni si sono avvicinate all’Ute molte persone relativamente giovani, tanto che ci sono uomini e donne che si prendono permessi dal lavoro per seguire alcune attività. Naturalmente ci sono moltissimi anziani che seguono corsi e laboratori da diversi anni, e che difficilmente rinunciano a trascorrere qualche ora in compagnia, dal lunedì al venerdì per gli incontri quotidiani e il sabato pomeriggio per vedere un film da commentare con i colleghi alla fine di ogni proiezione.
Anche questo è un modo per non stare soli, per condividere esperienze sia in aula che fuori. Ci sono diverse occasioni per conoscere realtà vicine e lontane dalla propria città: L’Ute organizza diverse uscite giornaliere, per visitare mostre, prevalentemente d’arte, a Pordenone e nei territori circostanti, tra Friuli e Veneto. Si ha anche la possibilità di conoscere alcune realtà italiane ed europee, visto che ogni anno, da più di un ventennio, si esplorano città e borghi della penisola, privilegiando i piccoli paesi ricchi di storia e d’arte. Lo stesso vale per le regioni europee visitate. Quest’anno, per esempio, per l’Italia si visiteranno le province di Pesaro, Urbino e Ancona nelle Marche. Mentre per l’Europa si viaggerà nell’Inghilterra del nord, dallo Yorkshire ai confini con la Scozia. Anche i viaggi sono occasioni per conoscere meglio le persone.

I laboratori rafforzano la socialità
Tra le attività dell’Ute un posto privilegiato lo hanno i laboratori: lavorando in piccoli gruppi le persone valorizzano i propri talenti, oppure ne scoprono di nuovi. I laboratori sono attività nelle quali si libera una socialità nuova, nascono amicizie cementate dalle stesse passioni, si sviluppa la propria creatività: in questo anno accademico, per esempio, attraverso il disegno, l’acquerello, la recitazione, la scultura, i lavori con la cartapesta, la scrittura creativa o con altri materiali che consentono di esprimere la propria fantasia. Non mancano i laboratori per aiutare le persone a stare meglio, attraverso la scrittura autobiografica, la biblioterapia, o attraverso attività che consentono di superare l’ansia e le negatività, oppure ad aumentare la memoria.
L’Università della Terza Età di Pordenone Aps vuole essere una realtà stimolante nel territorio, perché non si finisce mai di apprendere cose nuove, per essere sempre, a qualsiasi età, cittadini attivi nella realtà in cui si vive.
Indice
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