Quando si perde la vista o si nasce già con un deficit visivo, totale o parziale, si perseguono dinamiche e strategie per alleviare il disagio e perseguire, nei limiti del possibile, determinati obiettivi. Quando non si può leggere normalmente o si fa fatica, ci sono strutture che entrano in gioco, con risorse “facilitate” che permettono di assaporare il gusto della lettura anche se in modo alternativo.
In tal senso, da oltre 40 anni, presso l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Pordenone c’è la Biblioteca del Libro Parlato “Marcello Mecchia” che, grazie ad un nucleo di volontari (donatori di voce) rende disponibili audiolibri di genere vario: dai romanzi ai gialli, dalla saggistica alla letteratura per ragazzi. Oltre a ciò la struttura, riconosciuta tra quelle di specifico interesse regionale, è dotata di stampanti Braille con le quali produce dispense, fascicoli e opuscoli di piccole dimensioni, per contribuire alla diffusione di un codice, il Braille, tanto sacro quanto storicamente emancipante per i ciechi.
Di rilievo anche l’organizzazione di atelier di lettura, in presenza e online, presentazione di autori e laboratori sui libri tattili e varie altre esperienze legate comunque alla narrativa e alla lettura. Per i disabili visivi poter leggere è “tanta roba”: significa potersi informare, accedere a vari canali di pensiero, studiare e aprire le porte della cultura stessa.
Quando non c’era il codice Braille, inventato giusto 200 anni fa da Louis Braille (1809-1852) i ciechi erano ritenuti degli inetti e l’unica facoltà che possedevano era l’accattonaggio. Il Braille, piano piano, li ha redenti e li ha portati a poter comunicare, prima tra loro, poi con la cultura, uscendo da uno stato di miseria, ignoranza e a guadagnarsi, piano piano, un posto nella società. L’avvento, molto tempo dopo, dei nastri registrati, seguiti dalle audiocassette hanno favorito il sorgere di alcuni centri in Italia ove poter attingere a titoli di testi classici e best sellers importanti. Ora, la tecnologia informatica mette a disposizione potenzialità nuove e più immediate, come i libri in formato mp3 o testuali da leggere col computer, grazie ad una sintesi vocale, display Braille o più comodamente con un semplice lettore digitale.
Oggi, insomma, informarsi non è certo un problema, si fa da casa come fanno tutti e la scelta è davvero ampia, basta voglia e passione. Avere la possibilità di scegliere, anche in questo settore, rispetto ai tempi passati, a mio avviso, è forse la libertà più grande che possiamo annoverare.
L’informatica con i siti internet in testa e i vari devices elettronici, hanno costituito un’autentica rivoluzione anche nella facoltà di essere inclusivi; non sono però la soluzione a tutti i problemi. Si sa che nuove metodiche creano creano anche nuove problematiche. La navigazione, consultazione e esplorazione dei siti stessi è spesso ostacolata da limiti di accessibilità, dato che i nostri screen reader non riescono ad intercettare tutti i contenuti che si presentano a video a causa di un forsennato uso della grafica e di linguaggi non idonei, che li rendono assai ostici. Ci sarebbero delle normative che impongono l’accessibilità a 360 gradi, ultima in ordine di tempo uno specifico atto europeo entrato in vigore dal 28 giugno 2025 ((Direttiva UE 2019/882). La norma uniforma i requisiti di accessibilità di prodotti e servizi nei Paesi dell’Unione, promuovendo autonomia, innovazione e partecipazione delle persone con disabilità. Questo resta un obiettivo né facile né scontato, vedremo… L’inclusione comunque, al di là delle parole e delle frasi fatte, spesso abusate e inflazionate, passa senza dubbio attraverso la fruizione dell’informazione e della cultura in genere. In questi ultimi tempi si moltiplicano le iniziative inclusive e multisensoriali: audiodescrizioni di film, di rappresentazioni teatrali, possibilità di fruire meglio di siti museali e delle bellezze architettoniche, nonché qualche mostra con descrizioni accessibili delle opere. Speriamo che tutto questo serva a far crescere una coscienza e a far maturare l’approccio alla disabilità in genere ed in particolare a quella visiva.
Indice
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