Blognotes 08
Blognotes 13
numero 13

Il tema del numero è "IL DOPPIO"

Articoli

Houthi
di Marco Casolo, Gianni Pignat

ADEN, Yemen del Sud, settembre 2001.
Sono  i giorni dell’assalto alle Torri Gemelle. Gianni Pignat sta visitando lo Yemen…

Vedo doppio
di Marian Stroili e Francesco Miressi

Il doppio nella fotografia. Una realtà alterata, tra sperimentazione e arte.

Il doppio e il confine
di Andrea Flego

Il doppio è necessario per evolvere, è mezzo e occasione per andare “oltre”, per doppio intendo in questo caso una doppia lingua, una doppia identità, una doppia antropologia capace di effettuare uno “switch” da una all’altra rimanendo sereni, e non ansiosi e aggressivi. Di riuscire a convivere con le differenze.

Il naufragio del tempo
di Sandro Pittini

Ragionare attorno al fattore temporale, il fattore “T”, è una condizione che rispecchia una
sensibilità e inquietudine contemporanea, che ha profonde radici nel Novecento.

Premessa
di Sandro Pittini

Che cosa rimarrà alla fine di questo secolo di tutte le nostre infinite comunicazioni e produzioni che ci affanniamo ad affidare a dei software evanescenti?

Le figure del tempo
di Sandro Pittini

“… I frammenti antichi sono storie parzialmente cancellate,  o residui di storia casualmente sfuggiti al naufragio del tempo …”, cosi affermava Francis Bacon

Cortocircuiti
di Sandro Pittini

Sulla ricerca del fattore “T” all’interno dell’agire comune tra la disciplina pittorica e quella architettonica, ci si è confrontati in occasione di un’importante opera di sistemazione all’interno del Duomo di Venzone.

Abbiate cura di incontrare
di Franco Arminio

Abbiate cura
di incontrare
chi non sta nel mezzo.
Cercate gli esseri estremi,
i deliri, gli incanti.
Cercate una donna o un uomo
che non siano di questo mondo,
cercate Giovanna D’arco,
Giordano Bruno.

da “L’infinito senza farci caso”, 2019

Francesca Busca, rubbish artist
di Marco Casolo, Francesca Busca (foto)

Francesca Busca è un’artista all’avanguardia nell’Art for Trash o arte del rifiuto. Gli artisti che ne fanno parte sono contrari all’ideologia dell’ usa e getta, una delle principali cause dell’accumulo di spazzatura. Ogni oggetto può essere impiegato in numerosi campi della vita quotidiana per incentivare, come nel caso dell’arte, l’uso della creatività.

L’umanità trova ancora posto?
di Mario Giannatiempo, Associazione Immigrati Pordenone (foto)

16 settembre 2023. E’ l’alba. Bliz della polizia locale in tre punti differenti di Pordenone: S. Valentino, Parco Galvani, ex Fiera. Circa una ventina di immigrati, vengono fermati, identificati e allontanati. Bivaccavano senza permesso. Al fermo identificativo si affianca il sequestro e il successivo smaltimento come rifiuti …

Operazione Colomba: bandiera della pace e maglietta arancio
di Marina Stroili, Monica Puto (coautore di testo e foto)

Monica Puto è di Porcia (PN), dal 2009 vive in Colombia e fa parte dell’ Operazione Colomba, corpo civile nonviolento dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII (www.operazionecolomba.it). Potrebbe essere considerata una specie di guardia del corpo volontaria controcorrente…

Biologia e mondo della ricerca
di Ivana Truccolo, Barbara Belletti ricercatrice del CRO di Aviano (PN)

Barbara è una biologa che lavora, come ricercatrice, nell’istituto di ricerca e cura della provincia di Pordenone, il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano.   
“All’inizio, nel periodo della laurea, è stato il mondo del laboratorio ad affascinarmi: mi piaceva molto poter FARE un esperimento, idearlo e riuscire a portarlo a termine con un metodo rigoroso.

Questo dovevo fare: portare incontri
di Alessandra Merighi, docente di lettere all'Istituto Flora, Pordenone

Il racconto di noi non è solo la ricostruzione degli eventi o del nostro vissuto, ma è uno strumento straordinario di cui disponiamo per affrontare il mondo, dargli un senso, costruire pensieri, elaborare un’immagine e un significato di quello che siamo. Consente di uscire dagli spazi in cui ci troviamo e di andare oltre, di creare nuovi legami.

Insieme indipendenti
di Elisabettta Carnelos, Fondazione Well Fare, Cooperativa LaLuna(foto)

In è una preposizione. È il segnale classico del rapporto locativo e indica una immersione (o collocazione) nello spazio o nel tempo, in senso proprio e figurato. Dà luogo pertanto al complemento di stato in luogo: una casa in campagna; ha alcuni parenti in Sicilia; non ho nessuna fiducia in quell’uomo; sta in lui decidere; se fossi in voi, respingerei quella proposta.

Incontrare le piazze
di Renato Russi

Il sistema degli spazi pubblici definisce da sempre il disegno urbano, definisce da sempre le regole della città romana, negli allineamenti che costituiscono le dorsali degli insediamenti medievali e rinascimentali, nei sistemi di piazza e dei viali della città barocca, nelle nuove centralità e nelle reti ortogonali e radiocentriche della città ottocentesca. Nei secoli, fino a cinquanta, settanta anni orsono, la continuità, la riconoscibilità, la leggibilità del tessuto urbano …

Vajont una storia
di Francesco Miressi (foto)

A distanza di sessant’anni Francesco Miressi rivede con pochi scatti una tragedia di cui parlò tutto il mondo. Il bianco e nero dei fotogrammi accentua la suspence e carica il silenzio di grida di condanna e di dolore. Un evento così catastrofico è accaduto perché qualcuno ha ignorato i pericoli e qualche altro non ha vigilato. Hanno pagato tanti innocenti strappati alla vita nel buio di una notte. Ricordare forse impedirà altre disgrazie simili.

Scontro nella natura
di Danila Mastronardi

Il granchio fantasma è un crostaceo minuto e non molto appariscente. Vive in tane scavate sulla sabbia asciutta, dall’ingresso tondo e grande come una pallina da golf.
Questi due esemplari sono stati fotografati su una delle isole delle Galapagos. La spiaggia era deserta e, al nostro arrivo, brulicava di granchi fantasma. Nel giro di pochi secondi, al nostro passaggio, tutti i granchi si eclissarono, ciascuno in una buca.

Va dove ti porta il Festival
di Andrea Crozzoli

Da sempre, dicono, si governa con il consenso, ce lo ricorda, fin dall’antica Roma, il poeta satirico Giovenale (55-130 d.C.) che coniò il motto “Panem et circenses”. Sono certamente mutati nel corso del tempo i giochi circensi; siamo arrivati alle nostrane sagre della polpetta o delle rane. E in una società come la nostra, ora apparentemente più evoluta e più esigente,…

L’angolo della lettura
di Mauro Danelli

In quarantacinque anni di lavoro credo di aver avuto il privilegio di sviluppare questo compito grazie all’impegno mio e dei miei colleghi ma anche grazie alla risposta e alla collaborazione di tantissimi clienti, che hanno sposato la nostra missione e sono diventati nel tempo ”clienti amici” quando non proprio ”amici clienti”.

Alla vita
di Nazim Hikmet

La vita non è uno scherzo.

Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell’aldilà.

Noterelle su Pordenone
di Giuseppe Ragogna

Pordenone era conosciuta per i suoi rigogliosi tigli. Profumati e preziosi. Non c’è vecchia cartolina che non abbia gli alberi nei luoghi strategici. Facevano paesaggio. Le cronache narrano che nei periodi estivi gli addetti di un’azienda bellunese raccoglievano i piccoli frutti per ricavare essenze rinfrescanti.
La nostra storia, baciata da Madre Natura, è fatta di alberi, di verde, di acqua.

Non sono solo alberi
di Paolo Venti

Gli alberi hanno delle caratteristiche che di solito non osserviamo. Stanno fermi. É un’ovvietà ma chi si ferma a pensare che gli alberi stanno fermi? Eppure questa loro caratteristica intrinseca è potente, a pensarci un attimo. La nostra vita, per dirla con un fisico, si svolge su quattro dimensioni: lungo, largo, alto, e poi il tempo. All’albero due coordinate sono precluse, sta lì immobile, è suo regno la crescita e il tempo. Meraviglia!

Il buon senso trova ancora posto in politica
di Mario Giannatiempo

La riqualificazione delle strutture dell’Ex Fiera di Pordenone era attesa da tempo da atleti e società che usavano ed usano il complesso edilizio per le attività dello sport, ma quando essa diventa un ambizioso progetto che stravolge l’esistente e determina nuovi problemi, evidentemente deve  fermarsi e interrogarsi sulla validità delle scelte …

Valorizzare quello che abbiamo
di Flavia Rossetti

L’ex fiera possiede già le qualità alle quali ambiscono – spesso fallendo nel proprio intento – i progetti di rigenerazione urbana, e sono proprio le risorse lì presenti ad aver fatto sì che quello spazio urbano abbia assunto nel tempo il valore di luogo di appartenenza, cioè quello che le persone percepiscono come un bene che appartiene alla propria comunità.
Un modello virtuoso, direbbe chi si occupa di rigenerazione urbana.

La città di Pordenone e i suoi fatti urbani
di Renato Russi

La Pordenone antica e la Pordenone contemporanea è caratterizzata da forme dell’urbanizzazione e dinamiche delle trasformazioni avvenute nei tempi con l’ultima principale degli anni ’60-’70.

La Pordenone delle grandi e medie fabbriche, la città delle caserme, la città del pieno sviluppo economico, sociale ed industriale è finita da tempo.

Il tiglio delle checche
di Andrea Crozzoli

La Val d’Orcia, nel sud della Toscana, vicina al confine con l’Umbria e alle pendici del monte Amiata, prende il nome dal fiume Orcia che la attraversa ed è stata inserita nel 2004 nella World Heritage List-Patrimonio dell’Umanità UNESCO. La valle, oggi, è quello che resta di un luogo in cui la protagonista assoluta era una natura strepitosa fatta di boschi di querce, costellata da borghi di stampo medievale …

Tigli testimoni e sentinelle di un prima e un dopo
di Marina Stroili

Ci sono alberi, in questo caso dei Tigli, che nel tempo sono diventati simboli di cambiamenti importanti.
Per la mia vita, ma anche per quella di molti altri, segnando un prima ed un dopo in due diversi  luoghi,  Gemona e Pordenone.
La villa dei nonni paterni a Gemona, nella località di  Piovega, si chiamava “Il Tiglio”.

Boschi sacri, boschi contaminati
di Silvano Brixio

“Troverai più nei boschi che nei libri.” Bernardo di Chiaravalle. Si ritiene che in antico i boschi coprissero quasi tutta la superficie della penisola italiana, e che le popolazioni di allora vivessero nei loro pressi, lungo le coste e le valli fluviali. Il primo luogo sacro, definito in seguito “lucus” in Latino, pare sia stato il bosco, e iù in particolare la radura, un’area libera circondata da alberi, ma non costruita da mano umana.

La paulonia
di Leonardo Zanier

Bambini nostri e di altri amici
danzano attorno alla paulonia
abbracciando l’enorme tronco girano tenendosi per mano

una cerimonia d’addio

Gli scrittori e il tempo
di Mauro Danelli

Il concetto di tempo è tema filosofico per eccellenza. Sappiamo veramente cos’è il tempo? Possiamo veramente impadronirci di una nozione del tempo? Procederò zigzagando tra alcuni libri in un percorso apparentemente discontinuo, fatto di spunti da raccogliere e ricucire a piacimento nel tentativo di formare una personale via di ricerca.

Il tempo di Trieste
di Elisa Meloni

Jan Morris, il grande scrittore inglese (e poi scrittrice, dopo una transizione di genere) lo chiamava “l’effetto Trieste” nel suo libro: “Trieste. O del nessun luogo”, 2001.
Si tratta di un senso di sospensione e di attesa che caratterizzerebbe questa città, come la sua geografia e la sua storia, anch’esse in bilico tra vari mondi.
Quella che segue è una riflessione intorno ad un punto di svolta di Trieste.

Tempo per sanare le ferite
di Valentina Scalisi

Tempo. Occorreva tempo per sanare le ferite. Grandi o piccole che fossero.
E di ferite aperte ne avevo ancora tante. E io avevo solo bisogno di tempo. Non ricordo con precisione le mie giornate prima della malattia.
Andavo semplicemente a scuola come tutti, tornavo a casa, pranzavo con mamma e papà, studiavo, trascorrevo qualche pomeriggio con gli amici, cenavo e andavo a dormire. Tutto qui.

Il tempo nelle iscrizioni cristiane di Aquileia
di Danilo Mazzoleni, archeologo

Percorrendo le vie dell’odierno abitato di Aquileia non è raro vedere meridiane dipinte sulle pareti esterne delle case, che sembrerebbero contrastare con la moderna tecnologia e con le sempre più raffinate tecniche di misurazione del tempo ma, come ben noto, l’uso delle meridiane risale all’antichità.

L’intelligenza artificiale tra realtà e finzione
di Mattia Yann Casolo

L’intelligenza artificiale è un campo della scienza informatica che si occupa dello sviluppo di sistemi e algoritmi in grado di simulare l’intelligenza umana. Attraverso l’uso di tecniche di apprendimento automatico e elaborazione dei dati, l’IA è in grado di analizzare, comprendere e prendere decisioni basate su modelli e dati.

Il tempo nel medioevo
di Enzo Marigliano, medievalista

Neppure il cristianesimo seppe elaborare un chiaro concetto del tempo. Eppure, oggi, la quotidianità di tutto il globo è plasmata sul tempo dei cristiani tanto che, nelle forme statuali, anche chi adotta calendari diversi (cinesi, ebrei ed islamici) sigla e firma gli Atti e documenti internazionalmente riconosciuti datandoli sui 2023 anni decisi, dall’VIII secolo, dalla cultura cristiano – cattolica.

Al cinema il tempo è diegetico
di Andrea Crozzoli

«Tempo… Tempo… Cos’è il tempo? In Svizzera si fabbrica, in Francia è fermo, in Italia lo sprecano, in America dicono che è denaro e in India non esiste. Sai che ti dico? Per me il tempo è una truffa.» dichiara Peter Lorre in Il tesoro dell’Africa (1953) di John Huston. Truffa, certo, nel senso che al cinema il tempo viene frantumato, sconvolto, rovesciato, anticipato o posticipato a piacimento, grazie a quel formidabile strumento chiamato montaggio.

Il tempo è musica
di Marina Stroili e Romano Todesco

Immaginate che questo numero della rivista  Blognotes dedicato al TEMPO, sia accompagnato dalle note  della fisarmonica del musicista  Romano Todesco,  che dà il ritmo  con le sue composizioni,  le sue riflessioni ed indicazioni di ascolto musicale, agli articoli ed alle fotografie di questo numero. Musicista,  polistrumentista e compositore, dai 6 anni in poi non ha mai abbandonato la fisarmonica, diplomandosi in seguito in contrabbasso al conservatorio Tartini di Trieste.

Tracce del tempo a Pordenone
di Stefano Zanut

Camminare nel tempo e con il tempo può essere un’esperienza semplice se ci accompagna la consapevolezza di riconoscere i cambiamenti che incontriamo lungo il percorso. Lo possiamo fare calpestando, ma con rispetto, percorsi già intrapresi da altri, oppure guardandoci attorno per osservare le stratificazioni di stili e modalità costruttive nelle opere dell’uomo.

La riproduzione nel mondo animale
di Danila Mastronardi

Tanzania, estate 2013, su una collinetta, più che altro un grosso masso messo lì a rompere la monotonia della “pianura senza fine”, la immensa prateria del Serengeti, scorgiamo dai fuoristrada una coppia di leoni. E’ il tempo dell’amore per loro, si annusano, lei lo invita suadente come solo i felini sanno fare, noncuranti della nostra presenza si corteggiano, si strofinano.

Il tempo dei Bambini
di Virginia Di Lazzaro

La mia vita attualmente è governata da orologi sciolti alla Dalì. Da dieci mesi la gabbia del tempo è sovrastata da una piccola figlia-godzilla che appena tenti di avvicinarti all’agenda o a un’idea di tempo scandito ruggisce.
Ho sviluppato tecniche raffinatissime per distrarla e prendermi qualche secondo per lavorare, scrivere, pensare. Il tempo passa fluido….

Il tempo ben speso
di Elisabetta Carnelos, Fondazione Welfare

Un giorno l’uomo decise di controllare il tempo ed il tempo, senza scomporsi né venir meno al suo incedere costante, strinse le spalle e fece quello che meglio sapeva fare: andò avanti. All’inizio furono il dì e la notte e l’avvicendarsi delle stagioni. Così l’uomo coniò un termine – il giorno – e mise i giorni in fila per formare un anno e da lì prese coscienza delle primavere che spettavano a ciascuno.

Saffo, i tempi dell’amore
di Paolo Venti

Credo che in poche situazioni come nel caso dell’amore risulti evidente che il tempo anziché un fluire meccanico e uniforme è di fatto una percezione dell’anima. Ogni amore ha una sua storia, mai uguale certo, ma che per qualche ragione si sviluppa in modi ogni volta simili e prevedibili, e ad ogni fase sembra si possa associare una percezione del tempo specifica.

Cléo dalle cinque alle sette
di Anna Landi

Il film “Cléo dalle 5 alle 7” (1962) si apre con una giovane donna, la nostra protagonista Cléo (Corinne Marchand), intenta a farsi leggere i tarocchi da una cartomante per scoprire cosa le riserva il futuro. In particolare una preoccupazione incombente l’attanaglia: sta aspettando il risultato di alcuni esami medici che proprio quella sera le riveleranno se è malata di cancro.

CONFINI
di Redazione

La parola latina confinis, derivato di cum-finis, limite, con il prefisso con, comporta automaticamente un passaggio di qua e di là, da me ad un altro/a, vicino, affine e nello stesso tempo separato, distinto, dove le parti sono nello stesso tempo permeabili e interconnesse. Viene dunque da lontano questo termine, che diventato nel tempo sempre più ricco di significati, oggi accoglie contenuti fortemente contrastanti …

Cultura senza confini
di Mauro Danelli

Essendo mio compito parlare di libri, inizierei con una poesia tratta dal volume di Maria Teresa Micheluz ”Carpe diem. Pensieri in un attimo” (edizioni Dantebus 2023). Qui si fa riferimento ai confini spirituali, ma ben altri spesso sono i confini dell’umano, materiali, fisici, territoriali, geopolitici, confini che comprendono uno spazio vitale per il quale si è pronti a scatenare i peggiori conflitti.

L’accessibilità è interesse di tutti
di Margherita Flego

14 settembre 2016. A casa mia è ora di cena, a Rio invece è un pomeriggio importante.
C’è la finale della gara di scherma femminile in carrozzina, che io sto seguendo dal cellulare. Un’ultima stoccata e… ORO! L’urlo di Bebe Vio che col volto commosso riemerge da sotto la maschera blu è sempre un’emozione forte. Lei, la prima al mondo a tirar di scherma con quattro arti amputati.

Ospitalità e stranieri nel mondo classico
di Paolo Venti

L’ospitalità a volte ti salva la vita, letteralmente, anche se magari l’ospite vero e proprio era stato tuo nonno. Così è capitato al buon Glauco nel V libro dell’Iliade allorché, in procinto di scontrarsi con Diomede, e l’esito dello scontro ahimè era molto a favore del secondo, facendo le presentazioni di rito scopre che un suo avo era stato ospite dell’avo di Diomede.

Linee immaginarie
di Danila Mastronardi

L’uomo disegna sulla Terra linee immaginarie: paralleli, meridiani, confini. Ma questi ultimi, a differenza dei paralleli e dei meridiani, non hanno l’innocuo obiettivo di indicare la posizione di un punto sul pianeta.
I confini, nella folle pretesa di parcellizzare il mondo, di delimitare proprietà su quel piccolo granello di roccia che da miliardi di anni prima che l’uomo vi si affacciasse, vaga nell’Universo, generano guerre e morte.

Confini & Sanità, conversando con Sandra
di Ivana Truccolo, Sandra Menegoz

Conosco Sandra da circa vent’anni e, per un certo periodo, abbiamo lavorato nella stessa organizzazione in ruoli diversi. Conosco la sua passione per il lavoro di infermiera e per i pazienti, per lo studio e il terzo settore ed è con lei che ho deciso di confrontarmi sul tema dei Confini in Sanità. Penso infatti che la posizione dell’infermiere, a metà fra il medico e il paziente, sia quella che maggiormente permette di cogliere i diversi punti di vista sul tema.

Sparire per apparire di più
di Carolina Russo

Ma se non ci fossi? Desidero di sparire, lo desidero ardentemente, con tutta me stessa. Vorrei farmi più piccola, più fina, tanto leggera da poter essere portata via dal vento.
Vorrei farmi più piccola, occupare meno spazio, tanto da passare inosservata senza troppi sforzi.
Vorrei farmi più piccola, più sottile, così che la mia presenza non risulti mai fastidiosa, mai troppo evidente, mai indesiderata, ma solo una delicata carezza, discreta e mai invadente

Sconfino, ergo sum
di Andrea Crozzoli

Il cinema non ha confini, è una lingua transnazionale o transclassista come la definiva Pier Paolo Pasolini, il quale per meglio esemplificare, aggiungeva anche “è un sistema di segni valevole in qualsiasi angolo del mondo. Rappresentare la realtà non attraverso simboli, cioè parole, ma attraverso la realtà stessa. Mostrare la realtà usando la realtà”. A questa regola si uniforma, ovviamente, anche il pregevole documentario Trieste è bella di notte di Matteo Calore, Stefano Collizzolli e Andrea Segre …

Non la morte ma il tempo sia oggetto di riflessione
di Enzo Marigliano, medievalista

“Pensare la morte”: tema quanto mai arduo in una società complessa come la nostra, in cui il fine vita è oggetto di scarsa riflessione se non di vera e propria rimozione. Si lascia la possibilità, per il singolo sopravvissuto, nel momento in cui essa si determina concretamente, di farne o meno oggetto d’esame e di scelta comportamentale sia per se che nei confronti dei conoscenti.

Il Parco Transfrontaliero della Pace
di Sandro Cargnelutti

Nel 2019, anno di inizio degli incontri per il Parco della Pace, sono passati 101 anni dalla fine della prima guerra mondiale e 100 dalla firma del trattato di San Germano del 1919 che ha delineato il nuovo assetto europeo, centrato sulle nazioni. Potrebbe essere, quest’ultima prossima ricorrenza l’occasione per rinforzare la cooperazione transfrontaliera nell’ottica della pace e nello spirito della Convenzione delle Alpi.

Per me identità è una parola pericolosa
di Marco Casolo

All’Epifania, in Friuli si accendono i falò e tutt’attorno, canzoni, pinza e vino. Si osserva da che parte tira il vento e poi….si decide: “se il fum va a soreli jevat / ciape il sac e va al merciat / se il fum va a soreli a mont / ciape il sac e va pal mont”…..se il fumo va a levante, prendi il sacco e va al mercato, se va a ponente prendi il sacco e va per il mondo. Per i friulani, andarsene per il mondo è sempre stata “l’altra possibilità”, sempre imminente …

Blognotes è
di Redazione

Blognotes è un’occasione di dialogo, un invito alla partecipazione, rivolto specialmente ai giovani che vorranno far sentire la loro voce, i loro interessi. Uno spazio autofinanziato di libertà responsabile e indipendente, di passione ed entusiasmo, contaminazione fra campi diversi alla ricerca del filo rosso che unisce natura e cultura, musica e storia, società e cinema, immagini e parole.

Legàmi, lègami, slègami
di Virginia Di Lazzaro, Marina Stroili, Ivana Truccolo

Sembrano quasi sottilissimi fili invisibili, intrecciati di emozioni, sentimenti, pensieri, ricordi, piacevoli o no, dove scorre la linfa delle relazioni personali, familiari, lavorative, con il territorio, con la società, con l’ambiente, con la cultura, con la storia. Che tengono connessi gli uni agli altri a volte in modo gioioso, altre accettabile, altre conflittuale, altre impossibile.
Che si lacerano improvvisamente, ma che si ricompongono anche con un sorriso ed un abbraccio.

GO 2025: l’Europa riconosce il ruolo storico e futuro del goriziano
di Nicolò Fornasir

A Nova Gorica (candidatura che spettava ad un Comune della Slovenia e della Germania per il 2025), che ha coinvolto nel concorso Gorizia (italiana), è stato assegnato il titolo di “Capitale Europea della Cultura” per il 2025. Come dichiarato dal Presidente Sergio Mattarella nel suo discorso agli italiani del 31 dicembre 2020 (pochi giorni dopo la proclamazione ufficiale), si tratta di un evento esemplare per Gorizia, per l’Italia e per la Slovenia ma anche per l’Europa.

Legami con la montagna: dal Friuli al Nepal
di Paolo Pischiutti

Gemonese, Paolo Pischiutti è un medico specializzato in medicina della montagna con un legame con le vette che nasce da lontano.
La montagna è fondamentale, sono nato sotto le montagne. Fin da piccolo con mio nonno e mio padre siamo sempre “saliti”. Mio nonno Elio era presidente del C.A.I., perciò si andava in montagna sia d’inverno che d’estate.

Legami e natura
di Danila Mastronardi

Quando si pensa all’importanza e alla forza dei legami, si pensa sempre alla nostra specie. Il legame fra genitori e figli, fra due amanti, fra due amici. Eppure i legami sono altrettanto importanti e forti in natura fra animali, piante, funghi  e addirittura microrganismi.

Una dinastia di mugnai
di Giuseppe Ragogna

I legami spesso stravolgono l’impostazione della vita. In montagna rappresentano ancora vincoli quasi indissolubili, soprattutto se riguardano gli affetti familiari. È il caso di Giovanni Donada che in un batter d’occhio ha dovuto cambiare professione. Aveva il posto fisso in banca con un ruolo di responsabilità, andava in giro per le filiali del Friuli.
Era il suo lavoro, in perfetta sintonia con gli studi. Si trovava bene.

Perché il legame di coppia può diventare tossico
di Andrea Flego, psicoterapeuta

“Finchè morte non vi separi” recita una formula usuale nel matrimonio. Questa formula, prima che un carattere religioso, contiene in sé un elemento antropologico, presente in molte culture, che sancisce la necessità sociale di mantenere unita la coppia anche quando è a scapito di uno dei membri, più frequentemente della donna.

Incanto e disincanto di una rete che ormai non fa paura
di Mario Giannatiempo

Edera,  canzone del festival di Sanremo del 1958, cantata da Nilla Pizzi, così recitava: Son qui tra le tue braccia ancor Avvinta come l’edera.   Ma se l’amore è per eccellenza il topos più emblematico per parlare di legami, siamo legati anche al nostro corpo, alla nostra salute, alle nostre cose, alle nostre debolezze, ai nostri ricordi, alle idee, alle speranze e alle delusioni.

Otmar Barth. La curia di Pordenone
di Renato Russi

Gli incontri lungo i sentieri e nei piccoli borghi dimenticati aiutano a capire lo stato di salute della montagna friulana. I numeri statistici chiudono le vallate in una morsa di declino, ma ci sono storie che frenano l’ineluttabilità del fenomeno. Si tratta di tasselli che danno forma a un puzzle un po’ più complesso e per nulla scontato. Sono pezzi che rappresentano persone, per lo più giovani.

Free Jazz
di Marco Casolo

Il free jazz, per me, dimostra che è davvero possibile coniugare diritti individuali e diritti collettivi. Il free jazz garantisce progresso e sviluppo; abolisce le gerarchie, gli ostacoli culturali, ideologici, linguistici; il free jazz traduce idee e istanze in significati simultanei universali.
Il free jazz realizza utopie, gli impossibili diventano possibili, è democrazia vera, libertaria.

Il mestiere del libraio di padre in figlio
di Mauro Danelli

In passato avveniva in modo naturale. Si pensi ai famosi Tarantola, una generazione di librai che da metà ottocento si è rinnovata fino ad oggi. E’ vero che alcune delle loro librerie hanno dovuto chiudere oppure passare la mano ad altri, soprattutto a gestori di librerie di catena, però qualcuna resiste ancora. Fino a quando? Riusciranno gli attuali Tarantola a trasmettere la loro passione ai propri eredi? La speranza è che ci riescano, però la cosa non appare tanto facile.

Un libraio incontra uno scrittore
di Mauro Danelli

Nel gennaio del 2020, poco prima che scoppiasse la pandemia, ho potuto incontrare Maurizio Maggiani a Genova nella caffetteria Lomellini, quella da lui preferita. Quando sono arrivato era già lì che stava sorseggiando una cioccolata calda. Del resto faceva abbastanza freddo. Essendo quasi coetanei abbiamo deciso subito di passare all’uso del tu. Questa è stata la nostra conversazione:

La chiesa di Mario Botta a Pordenone
di Renato Russi

La chiesa si presenta come una casa ad un solo piano: si configura attraverso l’atto di fondazione nel segno del tracciato perimetrale, si precisa nel disegno di un interno rispetto all’infinità dello spazio esterno, nasce da un sito, il suolo, che si tramuta da condizione di natura in condizione di cultura, si confronta con il margine della copertura che ne misura lo spazio.

La musica e l’Egitto si incontrano nell’Aida
di Sameh Eltantawy

L’ articolo mette a fuoco un nuovo soggetto negli studi sul patrimonio, storico, artistico ed estetico contemporaneo: “L’opera ‘Aida’ alla luce dell’arte italiana ed ispirata all’eredità dell’antico Egitto”, è una composizione nella quale la musica costituisce un valore fondamentale per la conoscenza del patrimonio e della civiltà dell’antico Egitto.

Le figlie dell’orsa: fiutare l’umanità
di Chiara Sartori

Non volendo scomodare Jonathan Swift o Alessandro Manzoni, la storia della letteratura ci racconta che molto spesso anche famosi autori sono ricorsi alla finzione del ritrovamento di un “documento”, più o meno storico, per avviare racconti importanti e “fantastici”, capaci comunque di contribuire alla comprensione dell’attualità del mondo e dell’umanità che lo abita oltre la storia.

Incontri con la natura
di Danila Mastronardi

La Ghiandaia marina (Coracias garrulus) è uno splendido uccello variopinto appartenente all’ordine dei Coraciformi. La foto, scattata in Campania, mostra un nido situato in un rudere della campagna casertana, dove vive la più consistente popolazione campana. La Ghiandaia marina si nutre di grossi insetti e piccoli vertebrati (rettili, uccelli, piccoli mammiferi) e risente fortemente dell’alterazione delle campagne …

Gian Paolo Thanner. Arte popolare nel cinquecento
di Enzo Marigliano, medievalista

Capita allo storico di trovare per caso pubblicazioni dimenticate o – a torto – considerate “minori”. È quanto m’è accaduto incrociando la vicenda umana e l’opera artistica d’un personaggio del ‘500 «friulano – carnico» che, senza alcun dubbio, e molto probabilmente anche con sua stessa piena coscienza, non rientra nel novero dei “grandi” artisti friulani o veneti del suo tempo (Pomponio Amalteo, il Pordenone…

Una montagna che vive
di Giuseppe Ragogna

Gli incontri lungo i sentieri e nei piccoli borghi dimenticati aiutano a capire lo stato di salute della montagna friulana. I numeri statistici chiudono le vallate in una morsa di declino, ma ci sono storie che frenano l’ineluttabilità del fenomeno. Si tratta di tasselli che danno forma a un puzzle un po’ più complesso e per nulla scontato. Sono pezzi che rappresentano persone, per lo più giovani.

Iran: il cinema come specchio in cui la gente si “ripensa”
di Andrea Crozzoli

Fra i tanti incontri che hanno costellato la mia attività cinematografica (Sergio Leone, Michelangelo Antonioni, John Huston, Bernardo Bertolucci, etc.) quello con l’iraniano Mohsen Makhmalbaf è stato uno dei più emozionanti. Cineasta, montatore, poeta, sceneggiatore, rivoluzionario al tempo dello scià, Moshen Makhmalbaf è tra i più originali e complessi registi del cinema iraniano degli anni ‘90 assieme ad Abbas Kiarostami.

Oltre i confini
di Ivana Truccolo

Occhi vividi e curiosi, parlata veneta, stretta di mano generosa, sguardo diretto.  Giovanni profugo non è perché è nato in un paesino del trevigiano nel 1945. Le vicende del confine orientale lo hanno sempre intrigato molto, ha studiato e stretto amicizie con alcuni ex collegiali figli dell’esodo. Ha pubblicato un primo libro nel 2011 “Nomade per scelta” in cui racconta la sua esperienza umana e professionale di operaio prima e sindacalista poi. Incuriosisce  la scheda di presentazione di un suo nuovo libro in fase di pubblicazione “Oltre i confini”.

Caffè Trieste San Francisco dove è stato immaginato il futuro
di Roberto Bonzio

Una caffettiera, su una bizzarra insegna tricolore, all’incrocio di una ripida strada di North Beach, quartiere italiano di San Francisco. All’interno, un affresco con una scena mediterranea e barche di pescatori, un juke box d’epoca, foto di ospiti illustri alle pareti, tra loro star italiane in trasferta, da Gianni Morandi a Luciano Pavarotti. E quella di un giovane, aitante, davanti a una macchina espresso.

a Giovanni Giotta
di Andrea Flego

gestore del Caffè Trieste di S. Francisco Occhi Rubinum Histriae respiro di scoglio ti sei perduto Johnny frastornato di squali […]

Tracce
di Paolo Venti

Sarà da fare un poco di chiarezza, dice il linguista, chè traccia non è segno, segno è una cosa seria […]

Sulle tracce del passato
di Loretta Rossetti, conservatrice

L’ambito disciplinare della conservazione e del restauro è recente rispetto al patrimonio archeologico che deve trattare. Si basa su un approccio olistico all’oggetto: la sua storia, la sua composizione, il suo ambiente, il suo significato ecc.. Il conservatore-restauratore cerca, pur preservando la materia, di conservare il valore patrimoniale e informativo del suo soggetto di studio.

Ecovillaggi
di Enrico Cargnello

Quando arrivai a Gaiaterra non avevo la minima idea di cosa fosse un ecovillaggio. Nella mia vita sono stato accolto, ospitato e ho alloggiato in vari cohousing, comunità, centri sociali, ma non sono mai entrato in contatto con la realtà di un ecovillaggio. Un ecovillaggio non è nulla di tutto ciò.
Ci arrivai quasi casualmente, seguendo un gruppo di attività di acroyoga,

Tracce
di Giorgio Degasperi

In questi tempi moderni mi dedico a seguire, con spirito un po’ romantico forse ottocentesco, le tracce degli “arcobaleni”. Ho scoperto, così, che in friulano arcobaleno si dice arc di San Marc, ed è proprio da qui che mi pregio di partire per tracciare alcuni segni significativi di quelli che per me, forestiero, sono i “furlans”, intesi come coloro che abitano il territorio del fFriuli.

Alla scoperta di Giuseppe Rosaccio
di Enzo Marigliano, medievalista

Pordenone è una ben strana città: aperta e disponibile, come le porte del suo stemma concesso nei primi decenni del XIV secolo¹, ma, nel contempo, arcigna ed avara con i propri figli più illustri o i personaggi che ne hanno fatto la storia, ai quali, se va bene, viene intitolata una via …

Tracce di giustizia
di Carla Padovan, Marina Stroili, Sidi Oubana

Lo Ius Scholae è differente dallo Ius sanguinis e dallo Ius Soli. Lo Ius Sanguinis, attualmente in vigore in Italia per l’acquisizione della cittadinanza, si fonda sul fatto che è italiano chi nasce da almeno un genitore in possesso della cittadinanza e ne “ eredita il sangue”.

I love zombie
di Andrea Crozzoli

Un regista urla all’attrice implorandole una verità nella recitazione che lei però non riesce a dare. Bisogna girare un film di mezz’ora tutto di seguito, con due/tre cineprese e una cabina di regia in soffitta che monta il film in diretta. Come da impegni presi il film deve essere veloce, economico e dignitoso.

Impronte
di Danila Mastronardi

Le spiagge sabbiose sono un ambiente naturale caratteristico e fragilissimo. Le particolari condizioni di salinità, vento, suolo le rendono adatte solo ad una comunità vegetale ed animale molto specializzata.

Sulla sabbia si riproducono alcune specie di piccoli uccelli, appartenenti al gruppo dei Limicoli, cioè specie che si nutrono di invertebrati ricercati nel limo (in questo caso, nella sabbia).

Orme
di Mattia Yann Casolo

Mentre passeggiamo lungo le sponde di un fiume o quando percorriamo un sentiero nel bosco potremmo imbatterci in qualche animale o, ancor più frequentemente, nelle orme che essi lasciano sul terreno. Alla vista di queste tracce, ci siamo tutti interrogati su quale specie fosse stata presente in quel luogo. Riuscire a identificare un animale da un’orma può, in alcuni casi, risultare davvero complicato

Il Tagliamento, tracce e pensieri
di Sandro Cargnelutti, Legambiente FVG

Qual è il posto più a nord del polo nord? Non c’è. Perché la terra è tonda. È la forma della terra che fissa questo limite. Dove i limiti posti dalla natura non sono immediatamente percepibili ed evidenti, si tende a ignorarli, facilitati anche dalla perdita di memoria di accadimenti passati o confidando nelle soluzioni che la tecnica saprà porre in atto.

Confini, confini, confini
di Marina Stroili, Carla Padovan, Michele Negro

I confini della libertà. Quando vengono travalicati bisogna fuggire, non ci sono altre strade, altrimenti il rischio è quello di soccombere. Per proteggere sé stessi prima di tutto, il proprio futuro, per avere ancora dei progetti. Questo è quello che ha dovuto fare Hassan, giovane afgano di quasi trent’anni, impegnato nella difesa dei diritti civili per tutelare la sua libertà di esistere e potersi prospettare un futuro.

Verrà un giorno
di Jorge Carrera Andrade

Verrà un giorno più puro degli altri: scoppierà la pace sulla terra come un sole di cristallo. Una luce nuova […]

Far East Film Festival
di Angelo Amoroso D'Aragona

Cinque secoli fa i padroni degli oceani vollero aggirare le vie intasate della seta per arrivare all’est girando per l’ovest, e vi scoprirono invece l’America. 24 anni fa il Far East Film Festival fece il contrario. Cercò il west(ern) andando diritto nell’estremo est, e vi trovò molto di più. Nacque così, nel 1999, già scoppiettante. Nacque dalla ricerca di una nuova frontiera per i generi più popolari del cinema, com’erano stati il noir, il gangster movie e per l’appunto il western.

Come un libro può insegnare la storia
di Mauro Danelli

Partiamo da un’immagine: siamo in Ucraina, oggi. Un bimbo di otto anni si sveglia improvvisamente durante la notte. Scatta in piedi, si veste il più rapidamente possibile e si pone davanti al portone di uscita della casa in cui è ospitato e dove dovrebbe sentirsi al sicuro. Vi è stato portato grazie a un cordone umanitario che lo ha sottratto ai bombardamenti russi.

Ricerca e attesa della maternità
di Ivana Truccolo

Ci incontriamo nella piazza di un paese della pedemontana pordenonese dove Valentina vive e lavora come infermiera. Non è nata in questa terra, la sua ‘c’ aspirata ne rivela immediatamente l’origine, vi si è trasferita per amore. Accoglie volentieri la proposta di raccontare la sua storia di attesa di maternità per “il desiderio di aiutare altre donne”.

Lentezza e attesa
di Giancarlo Gola

La lentezza è ascolto ed attesa, è un andare adagio, uno scorrere diverso del tempo. La nostra è un’epoca in cui il suono e le parole imperversano le cronologie e i luoghi destinati al raccoglimento, alla concentrazione intensa e continuata e all’autoanalisi si riducono sempre più (Rossi, 2016, 73). Nel definire la cifra di una pedagogia della lentezza prendiamo a prestito solo alcuni pensieri attorno al tempo …

Aspettando la rivoluzione
di Alessandro Alemanno

Volendo esprimere un’opinione personale in merito al ruolo dell’Arte ai giorni nostri, mi sento di dire che la salvezza del nostro mondo potrebbe trovarsi sopita nelle menti, nelle opere e nelle gesta di artisti rivoluzionari e non convenzionali. Alcuni di questi purtroppo, a mio avviso, dormono il sonno di una ragione “colta”, quella che si dice generi Mostri.

Mellow Mood
di Oscar Berardi

Tutti i giorni veniamo interpellati dall’esistenza per interagire con il principio di realtà, una corsa sfrenata all’adattamento ad un mondo in continuo mutamento, che costantemente tradisce e confuta, attraverso gli spigoli del reale, tutte quelle aspettative inverosimili che l’individuo vi riversa. Tale contraddizione nasce dal mancato dialogo che dovremmo instaurare con il reale, in quanto il soggettivo non deve soverchiare il fattuale.

L’Ucraina che non c’è più
di Paolo Venti

Ucraina: ci sono stato, ci sono passato per andare in Russia, qualche anno fa, in bicicletta. Sono ormai quasi due mesi che le immagini della guerra si sovrappongono ai paesaggi che ho visto, i nomi dei luoghi che cercavo sulla cartina disperatamente sotto il sole li sento oggi al telegiornale, ne ascolto la distruzione. Anche questa è un’attesa che mi ha ammutolito, un’attesa dentro di me….

Siberie: tra Verne e Salgari
di Carlo Vurachi

Come è noto, Salgari fu definito il “Verne italiano”, con una valutazione che in qualche modo lo riduceva a epigono dell’illustre scrittore d’Oltralpe. Quanto, però, questa definizione fosse poco fondata emerge già dalla lettura delle poche righe, in cui ci vengono presentate Nadia Fédor e Maria Federowna Wassiloff, le figure femminili protagoniste dei due romanzi “siberiani” pubblicati in Francia e in Italia …

Il Cinema dei Giovani
di Mario Giannatiempo

Tomaso Aramini regista e direttore della fotografia. Consegue un dottorato di ricerca in film, music, performing arts presso la Leeds Beckett University con una tesi di inter-semiotica cinematografica. La sua pratica artistica ibrida film concettuali e sociali. Autore di molti cortometraggi, il suo film The Lost Shoes è diventato uno dei documentari più premiati in Italia nel 2020, vincendo tra gli altri London Documentary Film Festival.

Tre storie di attesa
di Marina Stroili

Tre generazioni di donne ucraine in Italia, arrivate dal Donbass in rapida successione in attesa di un futuro in Italia. Prima la nonna, assistente domestica, poi la mamma, diplomatasi in Italia come O.S.S., attualmente imprenditrice. Quindici anni fa la figlia, R.F., è arrivata in Friuli all’età di 10 anni, a seguito della richiesta di ricongiungimento familiare. E’ stata inserita nell’ultimo anno delle elementari, per imparare la lingua italiana …

Aspettando il futuro
di Giuseppe Ragogna

Non giocano, non se lo possono permettere. Lavorano. I ragazzini possono penetrare agevolmente nei pertugi tra i cumuli delle immondizie. Sono utili ai bilanci familiari. Alejandro, Agustin, Crecencio, Faustino sono tutti cresciuti in fretta, figli della grande discarica di Chimalhuacàn, nelle periferie di Città del Messico.

L’attesa di Pomponio Amalteo
di Giuseppe Marini

Da principio mi era sembrato utile proporre una riflessione sullo svanire dell’attesa di una ricostruzione «giusta» del Friuli terremotato, e in special modo del centro storico di Gemona, e di segnalarne i momenti critici e le occasioni perdute. Occasioni e possibilità reali?

I maestri sono fatti per essere mangiati
di Marina Stroili

I Maestri sono fatti per essere mangiati”, questo il titolo della serata  per  la presentazione del dialogo fra  Davide Toffolo, rigorosamente in maschera bianca e Gian Mario Villalta svoltosi  al teatro Pasolini di Casarsa sabato 5 marzo.  Uno degli eventi organizzati  per icordare i 100 anni della nascita  dello scrittore friulano. Titolo ripreso dalle parole del corvo nel film “Uccellacci uccellini” del 1966 …

Dentro l’amore, fuori dalle convenzioni
di Federica Gasparet

Incontro Jili Yao alla stazione di Trieste, la sua risata cristallina me la rende immediatamente simpatica. Passeggiando lungo Le Rive, scherziamo del fatto che a Trieste 刮大风 guā dà fēng, soffia sempre un’incredibile bora, anche nelle giornate più limpide ed assolate. Mi propone di andare a bere il caffè da Eataly, specificando come vi sia una bellissima vista sul mare e un’atmosfera che lei sente molto shanghaiese.

L’angolo della lettura
di Mauro Danelli

Riprendiamo il nostro viaggio nel “difficile mestiere del lettore”.
Attenzione, però, difficile non deve essere inteso come pesante o faticoso. Occorre invece capire che l’atto del leggere va compiuto con la giusta cura affinèhé possa produrre tutti i suoi potenziali effetti positivi.
Può essere utile rimarcare ancora una volta la sostanziale differenza tra la lettura digitale e la lettura cartacea.

Dentro Dachau
di Ivana Truccolo

Vado a trovare lo zio nella piccola casetta di campagna annessa alla serra bio di famiglia che la figlia gestisce insieme al genero. Lo zio si chiama Antonio De Nardi, per tutti Toni,  97 anni ben portati di testa.  Ci vado con mio padre, due mesi di meno, loro sono come fratelli. Lo zio ama moltissimo stare in questa specie di rifugio in mezzo alla terra. È il suo elemento, la terra. L’ha sempre amata fin da bambino, nonostante per aiutare in casa a lavorare la terra – erano coloni e lui era il più grande di cinque fratelli – abbia dovuto rinunciare a proseguire la scuola.

Hip-HOp: dalla fame alla fama
di Oscar Berardi

Se oggi provate a chiedere ad un ragazzino che cosa vuole fare da grande con molta probabilità avrete come risposta il “rapper” o il producer” e se proverete a ricercarne la motivazione in molti casi di rimando le finalità della scelta saranno la ricchezza e la fama. Nulla di male in tutto questo si intenda, ma in realtà c’è stata un’epoca dove le professioni precedentemente citate non venivano fatte per un ritorno meramente economico ma erano espressione ma erano espressione di una matrice emancipatoria

Un’ornitologa in Friuli Venezia Giulia
di Danila Mastronardi

Mio marito e io siamo stati in Friuli quattro giorni, in cui la nostra amica ci ha scarrozzato in lungo e in largo facendoci conoscere le bellezze artistiche e architettoniche di questa terra davvero meritevole: Aquileia, Grado, Spilimbergo, Valvasone, Pordenone, Sesto al Reghena, luoghi che ci hanno estasiato per la ricchezza architettonica, per l’ordine, il silenzio, qualità non usuali per due turisti provenienti dalla variopinta, caotica, chiassosa città di Napoli.

Fuori e dentro da Pasiano in Ecuador
di Antonio Manfroi

Se n’è  andato nel Mondo Gian Paolo Del Bon lasciando Pasiano verso la metà degli anni ’70. Una sorta di esplorazione professionale, culturale ed umana che lo ha  portato in Canada, Stati Uniti, America Latina, Inghilterra, Bahamas, Argentina, Perù, Equador. Fino a fermarsi  a Vilcabamba in Equador appunto. Dove  ha messo radici, mettendo a frutto dopo tanti anni di dentro e fuori da culture e Paesi diversi …

L’Arte inconsapevole
di Marco Casolo

Le opere  che accompagnano questo  numero di blognotes sono stati realizzati dagli ospiti della Casa Circondariale di Pordenone.  Immediato e diretto è il collegamento con l’Art brut. 
Questa espressione che in italiano  si può tradurre  “Arte grezza o spontanea”, è stata coniata nel 1945 da Jean  Dubuffet, artista francese (1901-1985)  che in sintesi, così la definisce: “lavori effettuati da persone  indenni di cultura artistica…

Il volto rosso di Budda
di Mario Giannatiempo

l volto rosso di Budda di Edoardo Duran è un libro che non mancherà di stupire un lettore abituato  a guardare al mondo con le categorie della logica e della fisica. Ma quale la storia de Il volto rosso di Budda? Apparentemente quella dell’autore stesso, protagonista di uno straordinario viaggio interiore, per effetto del quale da esperto psicoterapeuta, con studi seri e scientifici alle spalle, ritorna progressivamente alle sue origini tribali …

Dentro e fuori il tempo sospeso
di Virginia Di Lazzaro, Marina Stroili

Dentro e fuori, fuori e dentro i cancelli e le mura della Casa Circondariale di Pordenone. Si suona al cancello esterno, una piccola salitina e sei dentro. Non ancora del tutto. Lasci borsa, telefono, oggetti personali negli armadietti. Risuoni un nuovo campanello: questa volta per chiedere di aprire la porta di ferro. Si chiude  dietro di te e solo dopo i necessari controlli di legge si aprirà  quella che consente l’accesso al cortile interno.

Web & dintorni
di Franco Arminio

… mi chiedo fino a quando vi sentiremo tutte le sere di come salvare l’Italia senza mai farlo veramente, è […]

Uomini blu
di Giovanni De Roia

eo Zanin, affianca l’attività di assistente per campagne fotografiche di moda e per reportage editoriali destinati a magazine internazionali ad una ricerca personale in cui la fotografia interviene modificando quanto meno possibile il paesaggio umano che rappresenta. “Uomini blu” è un racconto fotografico condotto nel 2015 sulla vita domestica delle famiglie originarie del Niger che risiedono a Pordenone dalla fine degli anni novanta …

Il difficile mestiere del lettore
di Mauro Danelli

“Come resistere allo sconforto? Falsi libri, copertine senza contenuto, libri come fazzoletti di carta, libri contraffatti, libri senza autori, prodotti industriali regolati da indagini di mercato e, come prospettiva minacciosa, la morte del lettore…” Partiamo da questa frase di Gerard Haddad (“Chi brucia i libri” Scholé-Morcelliana 2021) per fare una riflessione sull’atto dello scrivere e del leggere. Tutti possiamo porre la domanda: perché scrivere, perché leggere? Si dovrebbe scrivere perché se ne sente un profondo bisogno…

Entrare nella Natività. Presepio di mosaico a Spilimbergo
di Alessandro Serena

Del Ghirlandaio è l’affermazione che il mosaico è “pittura per l’eternità”, cioè duratura, però è anche pittura per l’Eterno, nel senso che, almeno quando diventa buona arte per la religione, proietta il pensiero al trascendente. Del Ghirlandaio è l’affermazione che il mosaico è “pittura per l’eternità”, cioè duratura, però è anche pittura per l’Eterno, nel senso che, almeno quando diventa buona arte per la religione, proietta il pensiero al trascendente.

Verde indeciso
di Valentino Casolo

Il verde urbano. “Verde”: in questo caso non è un colore (come mi piacerebbe pensare), ma l’estensione del significato originale a insieme delle piante presenti in un centro abitato. Ma non voglio ingarbugliarmi con altre declinazioni di verde come quello “brillante”¹e rimanere sulla strada maestra di una città che, con le sue vie, frammenta i parchi e giardini, pubblici e privati; “scrigni della biodiversità” — di questi tempi c’è sempre qualche “scrigno di biodiversità”, nessun amministratore pubblico potrebbe farne a meno.

Le forme dello sguardo femminile
di Anna Landi

La storia segue la pittrice Marianne (Noémie Merlant), che è stata incaricata di recarsi in un’isola della Bretagna per dipingere il ritratto dell’aristocratica Hélöise (Adèle Haenel), promessa sposa di un nobiluomo milanese. Hélöise, fortemente contraria a questo matrimonio combinato dalla madre, inizialmente deve rimanere all’oscuro del ruolo ricoperto da Marianne e del vero motivo per cui si trovi lì con lei …

L’Arc de Triomphe de Christo
di Marco Casolo

L’Arco di Trionfo di Parigi fa parte dell’immaginario collettivo: monumentale, a forza di vederlo troppo, non lo si vede più. Come la Basilica di San Marco, a Venezia, come il Colosseo, a Roma. Come svegliare il nostro sguardo, la nostra passione retinica, la nostra pulsione ottica? Impacchettando, sottraendo alla nostra vista la bellezza, consegnandola all’invisibile. Frustrando i nostri occhi troppo abituati.

Figli dell’esodo e orfani di guerra
di Margherita Flego

Sette “figli dell’esodo”, due orfani per cause di guerra, la seconda guerra mondiale che, nel confine orientale, finisce più tardi che nel resto d’Italia. Un passato da collegiali, nove storie a loro modo di riscatto in rappresentanza di tante altre che non ho conosciuto. Alle spalle di questi bambini Zara, Albona, Pola, Brioni, Abbazia, Parenzo… e addirittura la lontana Libia!

Pordenone, centro dei Tuareg in Europa
di Marina Stroili

Mohammed Abeti è stato il primo Tuareg arrivato a Pordenone nel 2000 per lavorare alla Savio, dov’è tutt’ora. Negli anni successivi convergono un po’ alla volta altre quattro famiglie Tuareg, unite da legami di conoscenza, parentela ed amicizia, emigrate per cercare lavoro a seguito di un decennio di severa siccità, che aveva reso impossibili per mancanza d’acqua…

Basilio Brollo, chi era costui
di Carlo Vurachi

Oltre che nella sua natia Gemona, anche a Udine e nella Destra Tagliamento può capitare di incontrare una “via Basilio Brollo”; o addirittura a Roma, a significare che non si tratta di una gloria soltanto locale. Chi fino a qualche mese fa si fosse posto la manzoniana domanda “Chi era costui?”, avrebbe trovato risposta alla sua curiosità, leggendo la voce che gli è dedicata nel Dizionario biografico degli Italiani …

Velika Klanduša. Note di un volontario di “Ospiti in arrivo”
di Gigi Zucchi

Ho voglia di condividere con voi questi pensieri, al ritorno dalla Bosnia. Dopo troppo tempo torniamo in Bosnia, a Velika Kladuša. Il nostro primo appuntamento è con le persone di un campo, donne e bambini. Un campo “spontaneo” in mezzo alla campagna, con la possibilità di fare i fanghi ad ogni passo. Il giorno stabilito è prevista la visita di europarlamentari.

Rotta Balcanica. La disperata avventura dei profughi verso l’Europa
di Vittorio Giustina

Il cammino dei profughi lungo la cosiddetta rotta balcanica, nella sua parte finale s’incunea nell’imbuto bosniaco che, a nord, incontra il confine croato. Una rotta ed un approdo che attraversano una realtà che conserva ancora chiara memoria delle drammatiche vicende della sua storia recente. La Federazione dei popoli slavi del sud, sorta alla fine della seconda guerra mondiale…

Il mondo in una scuola
di Sabatino Landi, Claudia Beacco, Maria Elena Piccin

Nel 2007 all’Istituto professionale Federico Flora di Pordenone fu girato, con la collaborazione di Cinemazero e della Regione Friuli Venezia Giulia, un video che potesse illustrare la realtà multiculturale della scuola. Allora l’Istituto Flora contava il maggior numero di studenti stranieri in una scuola superiore della provincia. Oltre trenta nazionalità erano presenti. Gli studenti intervistati raccontarono i motivi alla base del loro arrivo in Italia

WEB & DINTORNI
di Marco Casolo

Caro AMICO, hai ingurgitato tonnellate di farmaci, senza aver mai letto i ‘bugiardini’ che fino all’anno scorso non sapevi neanche cosa fossero. Sei schedato anche alla Motorizzazione. In auto hai il Navigatore. Hai il Telepass, lo Spid, l’EasyPark, la Pec, la Tessera Sanitaria, il Conto corrente online, un centinaio di Tessere di Supermercati, profumerie, negozi di abbigliamento, librerie, cinematografi, palestre…

Dampness and dust
di Giovanni De Roia

Fotografa e graphic designer, concentra la sua ricerca artistica su realtà, persone e territori marginali, alla scoperta delle anomalie che si nascondono nell’ordinario.
“Dampness and Dust” è un’opera work in progress condotta in compagnia di Pietro Peressutti, una raccolta di incontri e di fotografie realizzate su pellicola di medio formato che un giorno diventeranno un libro stampato.

Architetto a Pordenone
di Andrea Catto

La mostra ospitata alla Galleria Harry Bertoia di Pordenone, organizzata dal Comune e dall’Ordine degli Architetti P. P. C. di Pordenone, vuole raccontare l’opera di Giannino Furlan, un architetto che con la propria opera ha contribuito a definire l’immagine attuale della città friulana, con una serie edifici ormai parte della memoria collettiva …

L’angolo della lettura
di Mauro Danelli

Due amici sono soliti incontrarsi per parlare di libri.
Li chiameremo Emme e Enne: due nomi simili, molto vicini, anche perché le loro opinioni spesso potranno essere considerate interscambiabili.
Cominciamo ad ascoltarli.
M. – Ho appena terminato la lettura di “Prima di noi” di Giorgio Fontana. Lo considero un romanzo molto buono.

Lo sguardo verde delle donne
di Valentino Casolo

Come ogni mattina G uscì dalla porta della palazzina dove viveva. Una piccola città che chiameremo P e che potrebbe somigliare a una delle tante cittadine del centro-nord Italia, con un piccolo centro semi-storico, un fiume che lo circonda e un bel duomo nel mezzo. Oltre la via principale tante palazzine di stili disetanei, distribuite secondo traiettorie centrifughe.

Le nostre amiche api
di Paolo Venti

Un signore gentile mi ha regalato
qualche giorno fa’ due alveari
sciamavano le api
è la stagione
e così mi sono affacciato
al mondo delle api
e come puoi non scrivere qualcosa se ti affacci al mondo delle api?

Gotica le chiese di Daniele Indrigo
di Mario Giannatiempo

Forse le chiese gotiche offendevano un gusto classico legato a geometrie regolari anche se statiche e pesanti, ma esprimevano una religiosità fortemente interiorizzata, cercando un rapporto con Dio facilitato da un’atmosfera straniante, una sorta di scenografia in cui tutto potesse contribuire a far sentire grande la divinità e piccolo l’uomo.

Le parole che salvano
di Alessandra Santin

Fawad (e Raufi) è afghano. Ha percorso clandestinamente la rotta balcanica da Kabul all’Italia. A Pordenone è arrivato nel 2016.
Ha pubblicato un diario di quella esperienza (Dall’Hindu Kush alle Alpi. Viaggio di un giovane afghano verso la libertà (Zel Edizioni, 2018).

Tommaso da Tolentino
di Paolo Venti

È il 9 aprile 1321, siamo a Kalva, di fronte all’isola di Salsette e alla città di Thane, a una trentina di chilometri dall’odierna Mumbai. Qui assistiamo ad una disputa teologica fra il Kadì, il capo musulmano locale, e quattro francescani. Si discute di Bibbia, che i quattro hanno con sé come unico bene posseduto, e di Corano

Max Linder, il re del cinema muto
di Andrea Crozzoli

Max Linder! Chi era costui? Nel 1982 di lui si sapeva pochissimo e ancor meno dei suoi film. Georges Sadoul nella sua storia del cinema affermava che Chaplin lo considerava un suo maestro e la curiosità di saperne di più fu la molla che fece nascere, quasi inconsapevolmente, Le giornate del cinema muto , , il glorioso festival pordenonese dedicato alle origini del cinema, che taglia quest’anno il nastro della quarantesima edizione.

Cocco, il partigiano di un’etica che non c’è più
di Anna Piazza

8.222 km, 37 giorni di viaggio da Pozzis, borgo pressoché fantasma a Verzegnis – Udine, fino a Samarcanda – Uzbekistan. Protagonista di questo viaggio epico in sella alla sua Harley-Davidson del 1939, documentato nel docu-film del giovane regista friulano Stefano Giacomuzzi – Pozzis, Samarcanda, è Alfeo Carnelutti, da tutti conosciuto come “Cocco” …

Dante Spinotti, l’uomo che filmava le donne
di Andrea Crozzoli

Alla 74ma edizione del Festival di Locarno, uno degli appuntamenti cinematografici in agosto più significativi, il Pardo d’Oro alla carriera viene assegnato a Dante Spinotti, direttore della fotografia friulano, universalmente famoso ed apprezzato nel mondo. Un premio alla sua folgorante carriera, peraltro ancora in corso, che diventa un’occasione per …

Il Rock è morto? Lunga vita al rock. Zitti e buoni
di Paolo Michelutti

Cantare, suonare e martellare in mondo chiaro e riconoscibile sono gli unici elementi che fanno della musica rock la sua ragione d’essere e i Moooneskin (eh sì la pronuncia danese di «chiaro di luna» è con una AO – non alla romana – ma una vocale intermedia che possiamo riprodurre con una lunga “oooo” iniziando con la A e terminando con la O) non fanno eccezione.

L’angolo della lettura
di Mauro Danelli

Da vent’anni un autore non vinceva contemporaneamente i due principali premi letterari statunitensi: “Pulitzer” e “National Book Award”.
Ci è riuscito questo autore afroamericano con un romanzo caratterizzato da uno stile robusto e vivace, ma soprattutto da un impianto narrativo davvero potente. Ferrovia sotterranea come metafora del movimento clandestino americano …

Tribalità contemporanea
di Anna Piazza

Odiati, amati e sempre molto discussi. I tatuaggi fanno da sempre parte dell’uomo, del suo bagaglio culturale ricco di simbolismo. Perché profumano di antico, ci riportano indietro ai nostri antenati. Simbolicamente ci collegano ai guerrieri d’un tempo: uomini valorosi che non avevano paura di sacrificare la vita per i propri ideali o a favore del proprio clan d’appartenenza.

Le vie del tatuaggio
di Roberto Cocco

Organizzare in maniera sistematica delle riflessioni sul tatuaggio è questione assai complessa in quanto coinvolge discipline numerose e diverse ancorché connesse: antropologia, sociologia, semiotica, teoria della comunicazione, e bisognerebbe essere esperti di tutti questi ambiti disciplinari per cimentarsi su una questione che è delicata anche per il fatto di essere (ancora, ma forse non per molto) oggetto di controversia tra fautori e detrattori.

L’arte fluida di Janet Bellotto
di Mario Giannatiempo

Con un finissage molto felice si è chiusa all’inizio di luglio, al centro Culturale Aldo Moro di Cordenons, la mostra d’arte Risorgive: Vista della torre dall’Oceano, che l’associazione Media naonis aveva dedicato all’artista Janet Bellotto già dall’8 marzo del 2021. Finalmente dopo diversi rinvii,  dopo un vernissage svolto tutto sul web e una sosta durata mesi per la pandemia …

L’ultima intervista a Leo Zanier
di Alessandra Kersevan

È una conversazione sull’identità, tema che Leo Zanier ha affrontato durante tutta la sua vita, reale e poetica, dal tempo dell’esperienza di emigrazione in Svizzera, e che lo ha coinvolto personalmente, politicamente e culturalmente. Ne aveva parlato e scritto in maniera ironica, come si desume dai primi versi di questa poesia diventata famosissima e molto citata in messaggi di pace, contro le discriminazioni …

Bicicletta e spazio pubblico
di Giovanni De Roia

“Woonerf”è un concetto reso popolare da Stop de Kindermoord, un movimento nato in Olanda nel 1971 per rivendicare il diritto del ciclista di stare sulla strada. L’espressione significa “strade vive”, ovvero la strada come spazio pubblico condiviso per i pedoni, i ciclisti e le auto che, quando ci sono, devono muoversi lentamente.
Due anni dopo, Ivan Illich scrive Energy and Equity[1],…

Un poeta marginale per scelta
di Luciano De Giusti

Quest’anno si celebra il centenario della nascita di Andrea Zanzotto, mentre già ci si prepara a quello di Pier Paolo Pasolini l’anno venturo. Questi due giganti del Novecento, nati a pochi mesi di distanza (rispettivamente il 10 ottobre 1921 e il 5 marzo 1922) si conobbero nel 1954, alimentarono un rapporto di amicizia che durò fino alla fine, superando indenne anche le divergenze di sensibilità e poetica.