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Una voce fuori dal coro

di Tiziana Del Bianco

Bambina mia,
Per te avrei dato tutti i giardini
del mio regno, se fossi stata regina,
fino all’ultima rosa, fino all’ultima piuma.
Tutto il regno per te.
E invece ti lascio baracche e spine,
polveri pesanti su tutto lo scenario
battiti molto forti
palpebre cucite tutto intorno.
Ira nelle periferie della specie.
E al centro,
ira.
Ma tu non credere a chi dipinge l’umano
come una bestia zoppa e questo mondo
come una palla alla fine.
Non credere a chi tinge tutto di buio pesto e
di sangue. Lo fa perchè è facile farlo.
Noi siamo solo confusi,credi.
Ma sentiamo. Sentiamo ancora.
Sentiamo ancora. Siamo ancora capaci
di amare qualcosa.
Ancora proviamo pietà.
Tocca a te,ora,
a te tocca la lavatura di queste croste
delle cortecce vive.
C’è splendore
in ogni cosa. Io l’ho visto.
Io ora lo vedo di piu’.
C’è splendore. Non avere paura.
Ciao faccia bella,
gioia piu’ grande.
L’amore è il tuo destino.
Sempre. Nient’altro.
Nient’altro. Nient’altro.

(‘Bambina mia’ di Mariangela Gualtieri)

Il genere poesia non piace alla generazione Z e, nello specifico, ‘Bambina mia’ tratta dalla raccolta “Bello mondo” della poeta Gualtieri potrebbe decisamente non piacere, soprattutto per quanto evocato nei versi ‘ triste lavatura di queste croste delle cortecce vive’. Sembra che le generazioni boomer non abbiano altro che spazzatura da lasciare in eredità alla GEN Z!

Eppure, come dichiarato dalla poeta stessa in occasione del Premio Emilia Romagna Cultura recentemente conferitole, “la poesia è povera, così bistrattata e poco frequentata, eppure così importante in questo tempo”.

La lettura ad alta voce della soprastante poesia, condivisa e scandita con la calma necessaria ad ascoltare le emozioni che i versi suscitano nel profondo, ha dato vita al seguente resoconto.

UNA VOCE DAL MULTIFORME ‘CORO Z’

La ragazza è stata bambina, vezzeggiata ed amata, adolescente disciplinata e motivata. Ora è una giovane donna, una YA (young adult) come da lessico adottato da e per la GEN Z.

Si è appena laureata in Lingue e letterature straniere ed è determinata ad intraprendere la carriera scolastica.

Contrariamente a tutto ciò che di negativo e pessimista emerge da sondaggi, studi e inchieste sulla GEN Z, la ragazza è ottimista ed ha idee chiare rispetto al suo futuro che costruirà grazie alla consapevolezza di avere, in virtù della laurea, già raggiunto un primo grande obiettivo personale e culturale.

Si sente adulta anche se dipende ancora economicamente dai genitori e possiede tutti gli strumenti per decidere da sola, sa chi è e sa orientarsi sia in ambito politico, come economico piuttosto che religioso.

foto I.A. pubblico dominio

Mentre la generazione più giovane ama il genere fantasy, la GEN Z ama il romanfantasy, parola che coniuga in sé i generi ‘romance’ e ‘fantasy’ in quanto offre un’ambientazione fantasy ma con protagonisti che possiedono una profondità psicologica consistente.

Intelligentemente utilizza i social non in sostituzione dei rapporti sociali, ma piuttosto come ‘una prolunga’ degli stessi, prolunga utile a colmare le distanze fisiche e/o spazio-temporali. I social non avrebbero esistenza o non potrebbero forse sussistere se non esistessero i veri sentimenti, la vera amicizia non solo virtuale. Ovviamente gli atteggiamenti sono diversificati e dipendono dalla personale intelligenza emotiva e sociale.

Resta pur vero che per i boomer e la generazione X esisteva la droga e per la GEN Z esiste anche l’erba e la dipendenza dalla ‘droga informatica’, ma i social possono fungere da ‘finestra sul mondo’ ed essere strumento di satira sul mondo. Un mondo che è terribile a causa di guerre, diritti umani calpestati o totalmente negati, dell’ecologia negletta, ma la sensibilità della GEN Z è molto alta. Punta alla diffusione delle idee e punta il dito contro i boomer, colpevoli di considerare i GEN Z piccoli e fragili, creature problematiche da affidare all’analista, quando dovrebbero in realtà rivedere i propri atteggiamenti negativi derivanti da eccessivo narcisismo, rabbia repressa, se non anche dipendenza da alcool o altre sostanze.

Non senza sorpresa, la nuova, fragile sensibilità dei GEN Z và letta dunque come uno sforzo di empatia verso le altre persone, compresi i genitori, purchè disposti all’ascolto e al dialogo!

foto I.A. pubblico dominio

L’arte continua a piacere a chi è stato coltivato perché le belle cose piacciono e piaceranno sempre e sono assolutamente necessarie. In ambito musicale i GEN Z amano ed ascoltano di tutto ed apprezzano le varie forme di arte, declinate secondo una sensibilità fluida e flessibile, non costretta in rigide categorie di genere.

Curiosamente, classici romanzi dell’ambito anglo-americano come ‘Piccole donne’ di Alcott, ‘Orgoglio e pregiudizio’ di Jane Austen oppure ‘Cime tempestose’ di Bronte sono stati riscoperti e rivalutati perché trattano temi quali la parità di genere, l’atteggiamento ‘from enemies to lovers’ che mette in luce la capacità delle donne a farsi riconoscere e rispettare per la loro intelligenza, la flessibilità dei ruoli tanto diffusa tra i giovani GEN Z, l’indipendenza femminile, l’intensità dell’amore ‘tossico’.

E dunque, con le parole della Gualtieri e della sua poesia, essendo la generazione Z e i boomer ‘capaci di amare qualcosa’ ed essendo ‘solo confusi’, affermiamo senza esitazione che ‘c’è splendore in ogni cosa’ e invitiamo la GEN Z a ‘non avere paura’ perché il destino ‘è l’amore. Sempre. Nient’altro’.