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Il naso rosso che cura

di Stefania Sist. Foto di VIP CLAUNANDO

Mi presento: sono “ superlescale ”, una volontaria di Claunando*, associazione nata a Pordenone nel 2010 con il fine di portare sorrisi e speranza laddove ce ne sia bisogno. I volontari di Claunando operano in Case di Riposo, Comunità, Ospedali (al Civile e al Policlinico di Pordenone, presso la Via di Natale di Aviano), oltre a varie missioni all’estero, come ad esempio in Bolivia.

Cinque anni fa ho sentito la necessità di condividere una parte di me che difficilmente riesco ad esternare nella vita quotidiana: giocosa, buffa, scanzonata e goliardica che da adulti viene troppo spesso dimenticata o rimossa. Il progetto di formazione di Claunando comincia con tre giorni di corso iniziale, per poi proseguire durante l’anno con due allenamenti al mese, attraverso corsi su temi specifici ed incontri con professinionisti specializzati in diversi ambiti, da quello sociale a quello medico.

La conoscenza reciproca e la condivisione delle emozioni all’interno del Gruppo ci permettono di dar vita a interventi più calorosi. Alle volte, la scaletta decisa salta, anzi, molto spesso salta, perché sono le persone che incontriamo a determinare le tracce da seguire, non noi, perchè ogni servizio è diverso…che sia in un reparto ospedaliero, in una casa di riposo, in una comunità, in un centro di accoglienza. Ogni luogo ha una sua storia, i suoi ritmi, le sue esigenze, le sue sfide. Eppure, c’è qualcosa che unisce tutti i servizi: la magia delle piccole cose, dei gesti semplici ma così speciali.

Quindi, via d’improvvisazione! Storie strampalate di maghi volanti, ragnetti mangia bua, flebo che si trasformano in bislacchi dischi volanti, magia, tanta magia, e poi fiabe inventate dai piccoli autori, giochi e palloncini. Per le persone più anziane, ginnastica su sedia e canzoni come “grazie dei fiori”, “mamma son tanto felice” .

Insomma, quella musica che apre il cuore e che fa scendere una lacrima, che ricorda il tempo passato, la gioventù. C’è ancora tanta voglia di vita.

I servizi, però, possono voler dire anche silenzio e ascolto: qualcuno necessita di un momento di riflessione o di condivisione del dolore. Io credo che quando l’allegria non trova spazio, ci si debba fermare e mettersi in ascolto e, se serve, addirittura piangere insieme.

Condividere la solitudine che il dolore provoca non è sempre possibile con amici e parenti. Alle volte è più facile con un estraneo dal naso rosso. I servizi si svolgono con un minimo di tre clown. Ci sono stati momenti in cui il malessere delle persone che ho incontrato mi ha fatto perdere l’equilibrio, e anche a questo serve il gruppo: a intercettare un disagio e a soccorrerlo.

Essere clown, per me, significa aiutare e aiutarmi a percorrere strade, a volte difficili. Il naso rosso mi consente di sfiorare la sofferenza altrui con leggerezza e profondità, riscoprendo così l’umanità del singolo e di noi tutti, legati e uniti in quel momento di tempo magico.

V.I.P. CLAUNANDO onlus

Via De Paoli 19 Pordenone

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