People on the move
La pace nello zaino
di Vanessa Armellin, Monica Da Ros,
Annalisa Morandin, Cristina Tommasini – volontarie Medici Senza Frontiere
Antenna di Pordenone
Cosa porteresti con te se dovessi lasciare casa all’improvviso, senza sapere quando o se potrai tornare? È da questa domanda che prende forma “People On The Move – Nel Mio Zaino: Un Viaggio Senza Scelta”, un laboratorio didattico promosso da Medici Senza Frontiere a studenti e studentesse delle scuole secondarie di I° grado di Casarsa della Delizia e di Valvasone.
La migrazione delle popolazioni è un fenomeno che accompagna la storia umana dai suoi albori: da sempre le persone si spostano alla ricerca di condizioni di vita migliori, sicurezza, cibo e acqua. Oggi, la fuga di milioni di persone da guerre e povertà è una delle crisi umanitarie più gravi del momento: sono più di 82 milioni le persone rifugiate e sfollate nel mondo. Medici Senza Frontiere offre cure e beni di prima necessità a persone migranti e alle popolazioni colpite da conflitti e povertà estrema.
Le ragioni che spingono milioni di persone a lasciare il proprio paese sono molteplici, e spesso intrecciate tra loro: guerre e conflitti armati, come in Siria, Iraq, Afghanistan, Sud Sudan, Yemen o Somalia, instabilità politica e militare, come in Mali, regimi oppressivi, come in Eritrea o Gambia, violenze diffuse nell’area del lago Chad, povertà estrema in paesi come Senegal, Costa d’Avorio, Tunisia, oltre agli effetti sempre più pesanti della crisi climatica.
Di fronte a un fenomeno così ampio e alle conseguenze che ha sulla vita di milioni di persone, Medici Senza Frontiere promuove attività di sensibilizzazione dedicate al tema delle migrazioni. Attraverso laboratori interattivi rivolti a ragazze e ragazzi, l’obiettivo è stimolare riflessione, consapevolezza e senso civico, favorendo uno sguardo più empatico e solidale verso chi è costretto a lasciare il proprio Paese.

Il laboratorio “People On The Move – Nel Mio Zaino: Un Viaggio Senza Scelta” è stato progettato proprio per studenti e studentesse delle scuole medie di primo grado e si basa su una simulazione esperienziale: i partecipanti sono chiamati a immedesimarsi in un viaggio simbolico, chiamati a indossare i panni di una persona costretta a lasciare in modo improvviso e in tempi ristretti la propria casa per raggiungere un luogo più sicuro. Il percorso, però, è tutt’altro che semplice: lungo il viaggio emergono imprevisti, ostacoli e difficoltà che costringono gli studenti a prendere decisioni, adattarsi e trovare nuove strategie per andare avanti.
Dopo una breve introduzione collettiva, la classe viene suddivisa in piccoli gruppi. A ciascun gruppo viene assegnato un profilo narrativo di una persona in viaggio, con una storia che aiuta gli studenti e le studentesse a entrare nel contesto. A quel punto, inizia la prima sfida: preparare lo zaino scegliendo soltanto cinque oggetti essenziali da portare con sé.
Da lì prende avvio “Il Viaggio”, la seconda tappa del laboratorio. Durante il percorso emergono imprevisti di diversa natura: la perdita di un oggetto, la mancanza di risorse, nuove difficoltà. Ogni gruppo deve trovare soluzioni per affrontare gli ostacoli e decidere come proseguire.
La terza tappa coincide con l’arrivo alla “Frontiera”, dove gli studenti e le studentesse sono tenuti a dimostrare la propria identità. Nel caso in cui il gruppo non disponga dei documenti necessari, gli alunni e le alunne selezionano una carta imprevisto finalizzata a superare l’impedimento e a proseguire il percorso.
La quarta tappa è quella del “Campo Rifugiati”, momento dedicato alla riflessione sulle scelte fatte durante il percorso: quali oggetti si sono rivelati davvero indispensabili? Come sono stati affrontati gli imprevisti? Cosa si sarebbe potuto fare diversamente?
Infine si arriva a “Una Nuova Vita”, la fase conclusiva del laboratorio, dedicata ai temi dell’inserimento nel paese di arrivo. Gli studenti e le studentesse riflettono su quali fattori possano facilitare o ostacolare la costruzione di una vita dignitosa: relazioni, opportunità, accoglienza, diritti. All’interno di questa ultima fase, si propone inoltre una discussione tematica centrata su tre elementi: perdita, resilienza ed empatia, intese come dimensioni strettamente connesse all’esperienza migratoria e alle scelte quotidiane che ne derivano.
Attraverso domande come “Come vi sareste sentiti se fosse stata la vostra vita reale?” e “Cosa possiamo fare per aiutare chi vive questa situazione?”, il laboratorio invita ragazze e ragazzi a guardare al fenomeno migratorio non come a qualcosa di distante, ma come a un’esperienza profondamente umana.
Recentemente il laboratorio è stato realizzato in due classi terze della scuola secondaria di primo grado di Valvasone, coinvolgendo 39 studenti e studentesse. L’esperienza si è rivelata particolarmente partecipata e coinvolgente.

Molti studenti e studentesse si sono immedesimati con grande naturalezza nei profili di viaggiatori assegnati, confrontandosi all’interno dei gruppi e con il resto della classe. Le diverse tappe del percorso e gli imprevisti incontrati lungo il viaggio hanno favorito una riflessione concreta sulle difficoltà vissute dalle persone in movimento, mettendo in luce il valore della solidarietà, del reciproco aiuto e della collaborazione.
Particolarmente significativa è stata la testimonianza spontanea di una studentessa che ha raccontato la propria esperienza di arrivo in Italia, soffermandosi sulle difficoltà incontrate nell’apprendimento di una nuova lingua e sull’importanza del sostegno ricevuto dalle persone conosciute a scuola e nella comunità. Un racconto che ha contribuito ad arricchire il confronto e a rendere ancora più concreta la riflessione proposta dal laboratorio. Mantenere alta l’attenzione e favorire una partecipazione attiva da parte di tutti gli studenti e studentesse ha rappresentato una delle principali sfide dell’attività. Grazie alla collaborazione degli insegnanti presenti e all’utilizzo di domande stimolo, è stato però possibile creare un clima di ascolto e dialogo che ha permesso di raggiungere risultati positivi.
Il laboratorio si è concluso con la visione del video “10 Modi di Viaggiare”, un momento finale di condivisione accompagnato da piccoli doni simbolici e dalla consegna dell’attestato di “Scuola Senza Frontiere” a ciascuna classe partecipante.
Indice
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