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Flussi turistici in tempo di guerra

di Martina Ghersetti

Flussi turistici in tempo di guerra

di Martina Ghersetti

Viaggiare in tempo di guerra, si può fare? Le agenzie di viaggio sono concordi che il lavoro è diminuito, ma non la voglia di spostarsi durante i giorni di ferie. “Dopo un primo smarrimento iniziale”, afferma Dubravka della Bluvacanze di via XXX aprile a Pordenone, “sembra che la gente si sia quasi abituata a questo clima di guerra, e le richieste non mancano”. Daniel, dell’Agenzia Viaggi Unlimited di Aviano, riconosce che le prenotazioni sono diminuite del trenta per cento e che certe compagnie, come la Ryanair, sono più a rischio, perché cancellano più facilmente i voli, ma solo quelli che sono considerati meno battuti, che sarebbero stati cancellati in ogni caso . “Per questo”, aggiunge Paola di Viaggi e Miraggi di Padova “Le persone evitano di prenotare i voli con le compagnie low cost, perché non garantiscono tutte le partenze. Meglio prenotare con un’agenzia, che usa le compagnie di bandiera, le quali hanno altre compagnie associate che effettuano comunque i voli previsti: sono grandi famiglie che danno più fiducia”. Cambiano naturalmente le rotte dei viaggi. Federica, di Giramondo viaggi in Corso Garibaldi a Pordenone, nota anche che” i giovani sono meno impauriti degli anziani, hanno un modo differente di informarsi, che è meno allarmistico”. Su questo concorda anche Rossella dell’Ibt, Corso Garibaldi a Pordenone: “la televisione ha condizionato molte persone, soprattutto di una certa età, creando un allarme eccessivo sulla situazione, enfatizzando la mancanza di carburante nei veivoli, quando le compagnie più importanti garantiscono comunque i voli”. Sull’allarme eccessivo è d’accordo anche Massimo, della lira Viaggi di Portogruaro, specializzata in viaggi per gruppi: “non si rinuncia ai viaggi, ma si cambiano le modalità del viaggiare. Noi facciamo viaggi anche per poche persone che ce lo richiedano, abbiamo dei van che ci permettono di fare dei viaggi valorizzando i piccoli borghi e le cittadine meno battute dal turismo, e questo piace”.

 

I guerrieri di Mont’e Prama
Museo Civico C. Marongiu
Cabras, Sardegna
Archivio privato

Perché sono cambiate le mete dei viaggi per la prossima estate. Si valorizzano moltissimo le località italiane, che permettono di essere raggiunte solo con l’uso del treno. Le mete del Medio Oriente non sono più richieste, specificano tutti, ma c’è qualcuno che va nel Mar Rosso, meta che non è pericolosa come la si percepisce. Si continua ad andare in Oriente: invece che passare per Dubai, si transita per Istambul . “I nostri viaggi negli Usa sono calati, non sono considerati luoghi invitanti”, specifica Paola, “mentre registriamo un notevole interesse per i cammini in Europa, un modo di viaggiare più lento e a contatto con la natura”. Daniel, lavorando ad Aviano, non nota invece il calo di voli verso gli Usa: “qui da noi ci sono molte famiglie imparentate con americani, che continuano a chiederci voli per raggiungere i parenti, non registriamo flessioni in quella direzione”. Massimo sottolinea che vanno molto le mete del nord Europa, Islanda, Norvegia, Svezia, mentre le agenzie sono concordi nel registrare tante prenotazioni per crociere, che sono anche considerate i viaggi più a buon mercato. Le mete più gettonate per la prossima estate? La Sardegna è senz’altro in testa tra i luoghi più prenotati, seguita da Baleari, Grecia e Canarie.
Il dato che emerge è che le famiglie sono ritornate a fidarsi delle agenzie, dopo anni di fai da te, perché comperare un pacchetto turistico significa venire rimborsati in caso dovessero intervenire degli imprevisti. Nelle agenzie vanno anche le giovani famiglie, non solo le persone di una certa età. Le guerre ci sono, ma, con un certo fatalismo e un po’ di prudenza, la gente continuerà a viaggiare.