Ricordo

6 maggio 1976 – 6 maggio 2025: quasi dieci lustri. Forse una espressione poco adatta, luccicante, per connotare il tempo passato dalla sera del terremoto; l’anno prossimo saranno trascorsi cinquant’anni. Per chi lo ha vissuto resta memoria negli occhi, nel sentimento, nei sensi: un ricordo che a volte ri-emerge, pervaso da un leggero pulviscolo, sospeso nell’aria anche dopo molto tempo, come quando i muri si sbriciolano. Anche dentro si erano sbriciolati, e continuavano a ricomparire così all’improvviso, anche dopo anni ed anni…
Memoria e Stress Post-Traumatico

L’autrice, che ha vissuto personalmente l’esperienza del terremoto del Friuli del 6 maggio 1976, riesce a trasmettere con grande sensibilità il peso di un trauma così devastante e il segno indelebile che esso lascia nel cuore e nella memoria di chi lo ha vissuto.
Racconta come il terremoto, così come qualsiasi altro trauma, resti impresso negli occhi, nei sentimenti e nei sensi. Sono ricordi ed emozioni forti che perdurano nel tempo e possono riemergere improvvisamente, anche dopo molti anni…
HA futura memoria

Appena fuori Pordenone c’è un luogo dove, sospesa tra acqua e cielo, compare una scritta a caratteri giganteschi: ha futura memoria. E’ il laghetto della conceria della famiglia Presot, che nel marzo 2022 – per i novant’anni della sua attività – ha commissionato un’installazione galleggiante, fatta di grandi lettere riflettenti1. Si tratta di una frase riferita alla storia familiare, ma dotata di valore universale: è quasi una formula magica che lega passato e futuro al presente, e afferma che la memoria ha un futuro.
Qualcosa, qualcuno. Niente, nessuno

Rincorriamo i nostri obbiettivi e andiamo avanti e indietro. Avanti e indietro. Sono davanti a una lastra di vetro che ci riflette, che mi riflette.Sono davanti allo specchio, uno dei miei nemici più grandi.
Vedo i miei occhi, una foresta di alberi sempreverdi. Vedo la mia pelle con tutte le sue lentiggini, una distesa di sabbia sottile con tante conchiglie di bronzo. Vedo la mia bocca, una distesa di rose rosse e rosa…
Una rinuncia per me stesso

La memoria, astratta ma sempre presente in noi, è il filo invisibile che collega ciò che eravamo a ciò che siamo. Vive in ogni scelta, parola ed emozione. Anche senza pensarci, ogni giorno agiamo guidati da ciò che ricordiamo come un errore, un insegnamento o una ferita. Per alcuni è un rifugio pieno di momenti felici e persone amate. Per altri è un luogo doloroso, segnato da ricordi che si vorrebbero cancellare. In ogni caso, la memoria ci insegna e ci protegge, ci aiuta a costruire il futuro. Io, ragzzo di diciotto anni…
Una ferita

Avevo nove, forse dieci anni quando successe per la prima volta. Non sono mai stata legata chissà quanto a mia madre, tanto meno a mio padre, ma quella notte era diverso, ho sentito che, anche se mi ripetevo che avrei potuto vivere senza di loro, in realtà non era così. Erano già le due o tre del mattino credo, non avevo ancora il telefono, mi svegliai perché la sentivo piangere.
Mi alzai di fretta, corsi in cucina e lei era ferita. Mi disse che era stato un incidente, che stavano solo discutendo, che non era successo niente…
Ulderica Da Pozzo. Echi del tempo

Si è da poco conclusa alla Galleria Sagittaria di Pordenone la mostra di Ulderica Da Pozzo dal titolo evocativo Echi del tempo. Fotografie per una memoria identitaria, a cura di Angelo Bertani.
In mostra una sessantina di fotografie a colori realizzate dagli anni ‘90 al 2023, testimonianza dei luoghi più intimi, le stanze delle case di paesi friulani di montagna e di campagna, che furono abitate da uomini e donne comuni, persone che probabilmente…
Memoria storica e Weltanschauungen

Il compito della filosofia come scienza non è soltanto quello di porre dubbi e domande razionali sull’Essere in sé e sull’uomo in relazione con esso ma è anche quello di rispettare l’humanitas e privilegiarla fornendo risposte e prospettive di sviluppo proprio in relazione alle domande esistenziali, soprattutto in questi tempi contemporanei dopo la caduta dei valori e il crollo delle certezze sui princìpi.
Ci soccorre in questo compito la filosofia tedesca dello storicismo che individua nella memoria…
Memorie nell’ultima raccolta di poesie di Luigi Natale. Neve Vento Sassi

Quando la poesia diventa memoria, quando attraversa il tempo, e ripercorre strade conosciute, quando risente odori e profumi di un vissuto solo momentaneamente accantonato, allora avviene una straordinaria combinazione di nuove e antiche emozioni, i fotogrammi sfocati della storia passata riprendono corpo e colore e le parole ripetono il miracolo della vita. Luigi Natale…
L’universo ci parla del suo passato

Il concetto di memoria è, nel linguaggio comune, associato alla mente come un processo biologico che permette agli esseri viventi di conservare e ricordare esperienze.
Nel linguaggio della fisica moderna la memoria può essere intesa in modo più ampio come la conservazione dell’informazione del tempo.
Pensiamo al cielo stellato e a quando durante le notti estive ci stendiamo sul prato ad osservare la distesa scura sopra di noi, abbiamo l’impressione di osservare qualcosa di eterno e immutabile, eppure ciò che vediamo non è il presente dell’universo, ma il suo passato…
La memoria delle piante

Le piante rappresentano per noi tutti la sopravvivenza. Gli alberi attraverso l’azione clorofilliana ci forniscono ossigeno e tanti altri benefici per la nostra vita. La Nazione delle piante ci insegna che i padroni del Pianeta non siamo noi ma il regno vegetale che rappresenta l’85% delle creature presenti al mondo.
La nostra specie, poi, che è qui da 300.000 mila anni, molto poco rispetto alle piante che hanno tra i 2 e i 5 milioni di anni. E per quanto riguarda il percepire l’ambiente, le piante, sono capaci di “sentire” meglio degli animali e degli uomini stessi….
Le salamandre della memoria

In un angolo umido di un bosco, sotto una pietra bagnata o tra le foglie marcite di un sentiero dimenticato, vive la salamandra, creatura silenziosa e sfuggente. Da secoli associata al mistero, al fuoco che non brucia e al rinnovarsi continuo, la salamandra è più di un animale affascinante: è una metafora vivente della memoria.
A prima vista può sembrare un semplice anfibio, ma la salamandra ha una qualità che sfida il tempo: la capacità di rigenerare parti del proprio corpo. Se perde una zampa, la coda, questa ricresce…
Gli animali ricordano

È maggio, la campagna risuona di nuovi canti e sonorità, sono gli uccelli che emergono dal torpore invernale e cercano freneticamente un partner per rinnovare l’atavica funzione riproduttiva. Sono arrivate anche le specie migratrici che, stanche dal lungo volo che dal sud del mondo le ha condotte nei siti riproduttivi, si rifocillano nutrendosi di polline e di insetti.
Sulla cassetta nido artificiale posizionata dagli ornitologi sul traliccio dell’alta tensione, lampeggia il blu intenso della Ghiandaia marina, splendido uccello coraciforme tipico delle aree soleggiate e aride dal piumaggio variopinto di blu, indaco, azzurro, marrone…