Blognotes 08
Blognotes 13
numero 13

Il tema del numero è "IL DOPPIO"

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di Redazione

La parola latina confinis, derivato di cum-finis, limite, con il prefisso con, comporta automaticamente un passaggio di qua e di là, da me ad un altro/a, vicino, affine e nello stesso tempo separato, distinto, dove le parti sono nello stesso tempo permeabili e interconnesse. Viene dunque da lontano questo termine, che diventato nel tempo sempre più ricco di significati, oggi accoglie contenuti fortemente contrastanti …

di Mauro Danelli

Essendo mio compito parlare di libri, inizierei con una poesia tratta dal volume di Maria Teresa Micheluz ”Carpe diem. Pensieri in un attimo” (edizioni Dantebus 2023). Qui si fa riferimento ai confini spirituali, ma ben altri spesso sono i confini dell’umano, materiali, fisici, territoriali, geopolitici, confini che comprendono uno spazio vitale per il quale si è pronti a scatenare i peggiori conflitti.

di Margherita Flego

14 settembre 2016. A casa mia è ora di cena, a Rio invece è un pomeriggio importante.
C’è la finale della gara di scherma femminile in carrozzina, che io sto seguendo dal cellulare. Un’ultima stoccata e… ORO! L’urlo di Bebe Vio che col volto commosso riemerge da sotto la maschera blu è sempre un’emozione forte. Lei, la prima al mondo a tirar di scherma con quattro arti amputati.

di Paolo Venti

L’ospitalità a volte ti salva la vita, letteralmente, anche se magari l’ospite vero e proprio era stato tuo nonno. Così è capitato al buon Glauco nel V libro dell’Iliade allorché, in procinto di scontrarsi con Diomede, e l’esito dello scontro ahimè era molto a favore del secondo, facendo le presentazioni di rito scopre che un suo avo era stato ospite dell’avo di Diomede.

di Danila Mastronardi

L’uomo disegna sulla Terra linee immaginarie: paralleli, meridiani, confini. Ma questi ultimi, a differenza dei paralleli e dei meridiani, non hanno l’innocuo obiettivo di indicare la posizione di un punto sul pianeta.
I confini, nella folle pretesa di parcellizzare il mondo, di delimitare proprietà su quel piccolo granello di roccia che da miliardi di anni prima che l’uomo vi si affacciasse, vaga nell’Universo, generano guerre e morte.

di Ivana Truccolo, Sandra Menegoz

Conosco Sandra da circa vent’anni e, per un certo periodo, abbiamo lavorato nella stessa organizzazione in ruoli diversi. Conosco la sua passione per il lavoro di infermiera e per i pazienti, per lo studio e il terzo settore ed è con lei che ho deciso di confrontarmi sul tema dei Confini in Sanità. Penso infatti che la posizione dell’infermiere, a metà fra il medico e il paziente, sia quella che maggiormente permette di cogliere i diversi punti di vista sul tema.

di Carolina Russo

Ma se non ci fossi? Desidero di sparire, lo desidero ardentemente, con tutta me stessa. Vorrei farmi più piccola, più fina, tanto leggera da poter essere portata via dal vento.
Vorrei farmi più piccola, occupare meno spazio, tanto da passare inosservata senza troppi sforzi.
Vorrei farmi più piccola, più sottile, così che la mia presenza non risulti mai fastidiosa, mai troppo evidente, mai indesiderata, ma solo una delicata carezza, discreta e mai invadente

di Andrea Crozzoli

Il cinema non ha confini, è una lingua transnazionale o transclassista come la definiva Pier Paolo Pasolini, il quale per meglio esemplificare, aggiungeva anche “è un sistema di segni valevole in qualsiasi angolo del mondo. Rappresentare la realtà non attraverso simboli, cioè parole, ma attraverso la realtà stessa. Mostrare la realtà usando la realtà”. A questa regola si uniforma, ovviamente, anche il pregevole documentario Trieste è bella di notte di Matteo Calore, Stefano Collizzolli e Andrea Segre …

di Enzo Marigliano, medievalista

“Pensare la morte”: tema quanto mai arduo in una società complessa come la nostra, in cui il fine vita è oggetto di scarsa riflessione se non di vera e propria rimozione. Si lascia la possibilità, per il singolo sopravvissuto, nel momento in cui essa si determina concretamente, di farne o meno oggetto d’esame e di scelta comportamentale sia per se che nei confronti dei conoscenti.

di Sandro Cargnelutti

Nel 2019, anno di inizio degli incontri per il Parco della Pace, sono passati 101 anni dalla fine della prima guerra mondiale e 100 dalla firma del trattato di San Germano del 1919 che ha delineato il nuovo assetto europeo, centrato sulle nazioni. Potrebbe essere, quest’ultima prossima ricorrenza l’occasione per rinforzare la cooperazione transfrontaliera nell’ottica della pace e nello spirito della Convenzione delle Alpi.