Blognotes 08
Blognotes 13
numero 13

Il tema del numero è "IL DOPPIO"

Pagina Archivio

di Marina Stroili

I Maestri sono fatti per essere mangiati”, questo il titolo della serata  per  la presentazione del dialogo fra  Davide Toffolo, rigorosamente in maschera bianca e Gian Mario Villalta svoltosi  al teatro Pasolini di Casarsa sabato 5 marzo.  Uno degli eventi organizzati  per icordare i 100 anni della nascita  dello scrittore friulano. Titolo ripreso dalle parole del corvo nel film “Uccellacci uccellini” del 1966 …

di Federica Gasparet

Incontro Jili Yao alla stazione di Trieste, la sua risata cristallina me la rende immediatamente simpatica. Passeggiando lungo Le Rive, scherziamo del fatto che a Trieste 刮大风 guā dà fēng, soffia sempre un’incredibile bora, anche nelle giornate più limpide ed assolate. Mi propone di andare a bere il caffè da Eataly, specificando come vi sia una bellissima vista sul mare e un’atmosfera che lei sente molto shanghaiese.

di Mauro Danelli

Riprendiamo il nostro viaggio nel “difficile mestiere del lettore”.
Attenzione, però, difficile non deve essere inteso come pesante o faticoso. Occorre invece capire che l’atto del leggere va compiuto con la giusta cura affinèhé possa produrre tutti i suoi potenziali effetti positivi.
Può essere utile rimarcare ancora una volta la sostanziale differenza tra la lettura digitale e la lettura cartacea.

di Ivana Truccolo

Vado a trovare lo zio nella piccola casetta di campagna annessa alla serra bio di famiglia che la figlia gestisce insieme al genero. Lo zio si chiama Antonio De Nardi, per tutti Toni,  97 anni ben portati di testa.  Ci vado con mio padre, due mesi di meno, loro sono come fratelli. Lo zio ama moltissimo stare in questa specie di rifugio in mezzo alla terra. È il suo elemento, la terra. L’ha sempre amata fin da bambino, nonostante per aiutare in casa a lavorare la terra – erano coloni e lui era il più grande di cinque fratelli – abbia dovuto rinunciare a proseguire la scuola.

di Oscar Berardi

Se oggi provate a chiedere ad un ragazzino che cosa vuole fare da grande con molta probabilità avrete come risposta il “rapper” o il producer” e se proverete a ricercarne la motivazione in molti casi di rimando le finalità della scelta saranno la ricchezza e la fama. Nulla di male in tutto questo si intenda, ma in realtà c’è stata un’epoca dove le professioni precedentemente citate non venivano fatte per un ritorno meramente economico ma erano espressione ma erano espressione di una matrice emancipatoria

di Danila Mastronardi

Mio marito e io siamo stati in Friuli quattro giorni, in cui la nostra amica ci ha scarrozzato in lungo e in largo facendoci conoscere le bellezze artistiche e architettoniche di questa terra davvero meritevole: Aquileia, Grado, Spilimbergo, Valvasone, Pordenone, Sesto al Reghena, luoghi che ci hanno estasiato per la ricchezza architettonica, per l’ordine, il silenzio, qualità non usuali per due turisti provenienti dalla variopinta, caotica, chiassosa città di Napoli.

di Antonio Manfroi

Se n’è  andato nel Mondo Gian Paolo Del Bon lasciando Pasiano verso la metà degli anni ’70. Una sorta di esplorazione professionale, culturale ed umana che lo ha  portato in Canada, Stati Uniti, America Latina, Inghilterra, Bahamas, Argentina, Perù, Equador. Fino a fermarsi  a Vilcabamba in Equador appunto. Dove  ha messo radici, mettendo a frutto dopo tanti anni di dentro e fuori da culture e Paesi diversi …

di Marco Casolo

Le opere  che accompagnano questo  numero di blognotes sono stati realizzati dagli ospiti della Casa Circondariale di Pordenone.  Immediato e diretto è il collegamento con l’Art brut. 
Questa espressione che in italiano  si può tradurre  “Arte grezza o spontanea”, è stata coniata nel 1945 da Jean  Dubuffet, artista francese (1901-1985)  che in sintesi, così la definisce: “lavori effettuati da persone  indenni di cultura artistica…

di Mario Giannatiempo

l volto rosso di Budda di Edoardo Duran è un libro che non mancherà di stupire un lettore abituato  a guardare al mondo con le categorie della logica e della fisica. Ma quale la storia de Il volto rosso di Budda? Apparentemente quella dell’autore stesso, protagonista di uno straordinario viaggio interiore, per effetto del quale da esperto psicoterapeuta, con studi seri e scientifici alle spalle, ritorna progressivamente alle sue origini tribali …