Blognotes 08
Blognotes 13
numero 13

Il tema del numero è "IL DOPPIO"

Articolo presente in

Premessa

Sandro Pittini
Premessa

“Il mare è perennemente agitato contro la terra.

Lei ha memoria e lui no,

lei trattiene il tempo e lui lo cancella.

è una spasmodica lotta contro questo ineludibile destino”(1)

La citazione, comprensiva di nota (1), è un semplice tentativo di imbastire con il lettore una fuggevole complicità che pone, però, una questione fondamentale: l’attuale rischio di incomunicabilità con il futuro determinato dagli attuali dispositivi multimediali e immateriali con i quali comunichiamo. 

Che cosa rimarrà alla fine di questo secolo di tutte le nostre infinite comunicazioni e produzioni che ci affanniamo ad affidare a dei software evanescenti?

Se ci pensiamo, solo trent’anni fa utilizzavamo dei dispositivi, come ad esempio i floppy disk, di cui ora non abbiamo memoria, né come supporto né come dati lì archiviati. Stiamo dando origine ad una generazione senza memoria di sé, incapace di comunicare e di lasciare una testimonianza concreta al futuro. Abbiamo esploso a dismisura la capacità di dominare lo spazio attraverso la rete globalizzata ma non siamo stati capaci, altrettanto, di addentrarci nel tempo futuro. Questa divaricazione spazio temporale è drammaticamente presente.

Questo problema non è avvenuto, ad esempio, con la rivoluzione della stampa del XV secolo che ha determinato un progresso armonico spazio-temporale. Forse stiamo realizzando, senza accorgerci,  una sorta di buco nero del tempo.

Pertanto ragionare sul “fattore T” risulta quanto mai importante e urgente al fine di porre in qualche modo un rimedio a questa paradossale nostra condizione.

  1. Anonimo del XXI secolo.
    “Questa frase è stata trovata casualmente due anni fa nel 3.534 A.D., all’interno di un dispositivo di archiviazione assolutamente impraticabile con i nostri attuali strumenti. Solo grazie a sofisticatissime operazioni si è riusciti a tradurre queste poche righe che riteniamo significative e che qui volentieri riportiamo. Ciò, ancora di più, dimostra come i nostri antichi del XXI secolo abbiano lasciato a noi pochissime testimonianze del proprio passaggio, avendo essi utilizzato strumenti che non hanno avuto la capacità di attraversare il tempo, essendo impegnati nella ricerca spasmodica dell’immaterialità.
    Solo la materia bruta ha la capacità di abitare il tempo. Per fortuna, noi del XXXVI secolo lo sappiamo”. [Da una notizia proveniente dal futuro] ↩︎