Blognotes 08
Blognotes 13
numero 13

Il tema del numero è "IL DOPPIO"

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di Alessandra Merighi, docente di lettere all'Istituto Flora, Pordenone

Il racconto di noi non è solo la ricostruzione degli eventi o del nostro vissuto, ma è uno strumento straordinario di cui disponiamo per affrontare il mondo, dargli un senso, costruire pensieri, elaborare un’immagine e un significato di quello che siamo. Consente di uscire dagli spazi in cui ci troviamo e di andare oltre, di creare nuovi legami.

di Mauro Danelli

In quarantacinque anni di lavoro credo di aver avuto il privilegio di sviluppare questo compito grazie all’impegno mio e dei miei colleghi ma anche grazie alla risposta e alla collaborazione di tantissimi clienti, che hanno sposato la nostra missione e sono diventati nel tempo ”clienti amici” quando non proprio ”amici clienti”.

di Mauro Danelli

Il concetto di tempo è tema filosofico per eccellenza. Sappiamo veramente cos’è il tempo? Possiamo veramente impadronirci di una nozione del tempo? Procederò zigzagando tra alcuni libri in un percorso apparentemente discontinuo, fatto di spunti da raccogliere e ricucire a piacimento nel tentativo di formare una personale via di ricerca.

di Mauro Danelli

Essendo mio compito parlare di libri, inizierei con una poesia tratta dal volume di Maria Teresa Micheluz ”Carpe diem. Pensieri in un attimo” (edizioni Dantebus 2023). Qui si fa riferimento ai confini spirituali, ma ben altri spesso sono i confini dell’umano, materiali, fisici, territoriali, geopolitici, confini che comprendono uno spazio vitale per il quale si è pronti a scatenare i peggiori conflitti.

di Mario Giannatiempo

Edera,  canzone del festival di Sanremo del 1958, cantata da Nilla Pizzi, così recitava: Son qui tra le tue braccia ancor Avvinta come l’edera.   Ma se l’amore è per eccellenza il topos più emblematico per parlare di legami, siamo legati anche al nostro corpo, alla nostra salute, alle nostre cose, alle nostre debolezze, ai nostri ricordi, alle idee, alle speranze e alle delusioni.

di Mauro Danelli

In passato avveniva in modo naturale. Si pensi ai famosi Tarantola, una generazione di librai che da metà ottocento si è rinnovata fino ad oggi. E’ vero che alcune delle loro librerie hanno dovuto chiudere oppure passare la mano ad altri, soprattutto a gestori di librerie di catena, però qualcuna resiste ancora. Fino a quando? Riusciranno gli attuali Tarantola a trasmettere la loro passione ai propri eredi? La speranza è che ci riescano, però la cosa non appare tanto facile.

di Mauro Danelli

Nel gennaio del 2020, poco prima che scoppiasse la pandemia, ho potuto incontrare Maurizio Maggiani a Genova nella caffetteria Lomellini, quella da lui preferita. Quando sono arrivato era già lì che stava sorseggiando una cioccolata calda. Del resto faceva abbastanza freddo. Essendo quasi coetanei abbiamo deciso subito di passare all’uso del tu. Questa è stata la nostra conversazione:

di Chiara Sartori

Non volendo scomodare Jonathan Swift o Alessandro Manzoni, la storia della letteratura ci racconta che molto spesso anche famosi autori sono ricorsi alla finzione del ritrovamento di un “documento”, più o meno storico, per avviare racconti importanti e “fantastici”, capaci comunque di contribuire alla comprensione dell’attualità del mondo e dell’umanità che lo abita oltre la storia.

di Mauro Danelli

Partiamo da un’immagine: siamo in Ucraina, oggi. Un bimbo di otto anni si sveglia improvvisamente durante la notte. Scatta in piedi, si veste il più rapidamente possibile e si pone davanti al portone di uscita della casa in cui è ospitato e dove dovrebbe sentirsi al sicuro. Vi è stato portato grazie a un cordone umanitario che lo ha sottratto ai bombardamenti russi.