Blognotes 08
Blognotes 13
numero 13

Il tema del numero è "IL DOPPIO"

Articolo presente in

Francesca Busca, rubbish artist

Marco Casolo, Francesca Busca (foto)
Francesca Busca, rubbish artist

Vendo alla gente le proprie immondizie …in maniera etica

Vive e lavora a Londra da oltre 25 anni. Ha frequentato il Liceo Classico a Pordenone con un 4° anno a Denver. Studi di legge a Padova, poi trasferimento a Londra dove si laurea in Legge, in Studi Legali Europei. Un percorso che include anche un anno a Parigi con diploma ed un altro anno a New York con esperienze di lavoro.

Rientrata a Londra si perfeziona con 3 anni di ulteriori studi ed esperienze lavorative come avvocato. Nei successivi 2 anni tirocinio retribuito sempre come avvocato presso uno studio legale della City. A 40 anni, la svolta questo tipo di lavoro non le piace e non sopporta le continue tensioni di un ambiente in antitesi con la sua etica e con i suoi interessi.

Durante il congedo di maternità si licenzia dallo studio legale, rinunciando ad un’ avviata e brillante carriera di avvocato internazionale. una “follia”, condivisa anche con il marito Claudio, operatore finanziario della City. Molto importante è stata la visita di Aquileia e dei suoi mosaici. Dove acquista delle tessere e per alcuni giorni si diverte a “giocare”, componendo e scomponendo. Decide quindi di seguire un breve corso di mosaico alla scuola di Spilimbergo ed al rientro a Londra si iscrive all’Istituto Southbank Mosaics (che poi diventa la London School of Mosaic). Si diploma qui in studio delle Belle Arti e Mosaico ed in seguito diventa insegnante nel corso di Fabrication.

Il suo percorso artistico inizia con la realizzazione di mosaici moderni per abitazioni e luoghi pubblici: pavimenti, pareti, decorazioni con tessere tradizionali che vengono man mano sostituite con materiale di scarto assemblato su pannelli. Non è solamente la scelta di una tecnica artistica, ma l’adesione al principio etico di non sprecare e di rivalu- tare le immondizie, riconoscendo un valore a qualcosa che viene respinto, perché già utilizzato e considerato inutile. Giocando con le parole, Francesca chiama le sue immondizie “trashure” (trash+treasure); in italiano usa il termine “mondizie” perché monde in natura e ripulite da lei con il minimo spreco di risorse.

C’è la volontà di dare una nuova vita a tutto quello che può essere riciclato. Il filo conduttore delle composizioni rimane il mosaico, il collage. Ma l’utilizzo di materiali diversi ed inaspettati amplia e stimola la creatività.

Il mosaico, in particolare quello tradizionale, è un lavoro che richiede rigore e una fedeltà assoluta al tema che si vuole realizzare. Un lavoro minuzioso, ripetitivo, forse anche noioso, dove le competenze artigianali sono dominanti.

Troppi limiti e poche prospettive per Francesca e per il suo carattere esuberante e passionale. E’ sempre stata determinata nello sfruttare e ampliare tutte le opportunità che ha avuto a disposizione. Ha intravisto le potenzialità, anche commerciali, dell’ art for trash o arte del rifiuto, un movimento artistico contemporaneo e innovativo.

Gli artisti che ne fanno parte sono contrari all’ideologia dell’ usa e getta, una delle principali cause dell’accumulo di spazzatura. Ogni oggetto può essere impiegato in numerosi campi della vita quotidiana per incentivare, come nel caso dell’arte, l’uso della creatività. I primi a dimostrarlo, agli inizi del 1900, furono pittori rivoluzionari come Marcel Duchamp e Alberto Manzoni che introdussero nelle loro creazioni oggetti comuni, dando vita ai cosiddetti ready-made (già fatto, pronto all’uso) prelevati dal loro contesto quotidiano ed esposti come opera d’arte, senza ulteriori interventi da parte dell’artista. Ma è a partire dal 1960, con il Nuovo Realismo (Arman, Mimmo Rotella), che si è sviluppata una critica contro il consumismo e lo spreco di risorse.

I loro “Assemblaggi” ed “Accumulazioni” diventano opere con materiali già usati, plastiche, stoffe, manifesti. I contenuti dell’ art for trash presuppongono conoscenze, incontri, dibatti, spiegazioni e una condivisioni etica. In questa fase storica diverse Aziende si dimostrano in- teressate a promuovere una loro immagine “ green ” ed ecologica ed il loro coinvolgimento è importante per la raccolta delle immondizie.

L’effetto immediato delle direttive impartite ai loro dipendenti si vede subito, perché facilita una raccolta veloce e selezionata degli scarti.

Francesca Busca ha iniziato nel 2019 con un Progetto Pilota di art for trash con Bluefield Parteners, una società di investimento nell’energia rinnovabile.

Ha potuto raccogliere gli scarti dell’azienda ed ha proposto un suo lavoro, “Monumento alle Stagioni,” 4 pezzi su pannelli 50×50 cm utilizzando plastiche, carte, metalli e legni. E’ piaciuto ed è stato installato negli uffici della società.

Per Francesca, Art for trash è diventata anche un’iniziativa commerciale e una fonte di reddito: il 10% delle sue entrate viene devoluto ad associazioni ecologiche. Poi con il passaparola, le capacità relazionali e con le conoscenze acquisite nel precedente lavoro, si sono materializzate altre opportunità di lavoro.

Nel corridoio principale di ADOBE sono esposti 5 pezzi realizzati con bustine da the, con le lattine, con la plastica. Una composizione permanente di tessere che seguono un determinato andamento.

In cantiere il Progetto Maelstrom con l’Istituto di Scienze Marine a Venezia: tra le varie iniziative c’è anche quello di divulgare l’informazione scientifica tramite l’arte. Ogni anno ci sono artisti che collaborano e per il 2024 l’artista selezionato è stata Francesca Busca.

Realizzerà dei lavori sia con le immondizie che l’Istituto raccoglie dal mare/laguna tramite un’altra loro iniziativa, sia con gli scarti dei loro laboratori. In maggio, una settimana prima del Salone nautico, andrà a Venezia a realizzare le sue installazioni che resteranno permanenti nel capannone di uffici e laboratori dell’ex Arsenale.

Insomma, il gioco iniziato 15 anni fa continua, in maniera etica.

http://francescabusca.com/mosaic—mixed-media.php