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BlogNotes - Part 3

4 blogger in vacanza…con un mostro [Giorno 2 - In Spagna...]

Dalla Francia alla Spagna. Un bel giro a San Sebastian e poi tutti a Bilbao a caccia di un albergo per la notte…però, prima il mostro dirà la sua prima parola…

Bilbao: questo sì che è un signor albergo! Per Zazza, però, non è davvero la serata giusta…meglio dormirci sopra…



4 blogger in vacanza…con un mostro [giorno 1 - La partenza]

La nostra avventura è cominciata! E guardate un po’ qui come è andato il nostro primo giorno di viaggio fino a Tolosa, passando per Sanremo, Montecarlo e Nizza

4 blogger in vacanza…con un mostro [La vigilia]

Anche se nessuno mi ha ancora regalato queste scarpe, ci siamo quasi. Ormai mancano meno di 48 ore al via. Partenza: ANCONA. Destinazione: MADRID. E in mezzo ogni dove ci condurrà la nostra testa e, soprattutto, la nostra Citroen C4 in noleggio. Una vacanza [tra andata e ritorno] di quasi 4.000 KM e che condividerò ovviamente con la mia dolce metà e i miei compagni di merende Zazza e Gabbo ovvero l’aspirante geek che proprio nella capitale spagnola rincontrerà la sua promessa sposa Roberta [appena partita per uno stage nella penisola iberica]. Naturalmente essendo noi un poker di blogger non siamo riusciuti a resistere [io in primis...] alla tentazione di voler provare a raccontare, giorno per giorno, la nostra avventura sulle strade dell’Europa dell’Ovest…i buoni propositi sono quelli di riuscire a realizzare un video alla fine di ogni giornata con la sintesi di tutto quello che abbiamo fatto e visto…vedremo poi cosa riusciremo a combinare, connessioni internet e tempo permettendo….allora CIAOOO! E ricordate che partiamo domenica 12 agosto…e mi raccomando: TENETE D’OCCHIO L’INTRUSO!!!

Scarpe | Crocs? No grazie, voglio queste!!!

Skin ShoeDomenica finalmente si parte e, forse, è il momento di iniziare a pensare cosa mettere nella valigia delle vacanze. E anche se, come al solito, mi ridurrò all’ultimo momento per completare il mio bagaglio, ho già una certezza che non è assolutamente “last-minute”. Conoscendomi, infatti, dimenticherò sicuramente qualcosa a casa, ma cascasse il cielo, c’è qualcosa in cui NON metterò MAI piede, ovvero sono quei mostruosi e abominevoli zoccoli di gomma chiamati CROCS sdoganati da non so chi nell’area fashion dell’estate 2007…non mi importa che quei bellimbusti di Grey’s Anatomy non se le tolgano mai, non mi importa che sono comodissime, non mi importa che ce l’hanno tutti [anzi...], non mi importa che sono la quinta essenza della praticità…non me ne voglia chi ne ha già acquistata un’intera collezione, ma dal mio punto di vista queste ciabatte di plastica colorate sono brutte e basta! Avrei, invece, fatto un pensierino su questo spettacolare modello di SKINS che merita senz’altro un 10 e lode per concept, design e packaging…in pratica si tratta di scarpe con una particolare suola estraibile [bone] che può essere inserita di volta in volta nella pelle [skin] che si preferisce, con il vantaggio di poter così calzare un involucro sempre diverso…FORTE! Solo per un aspetto, però, sono meglio le CROCSil prezzo! Infatti, al momento, per avere queste stilosissime calzature modulabili bisogna sborsare la bellezza di 50 dollari solo per la suola a cui vanno ad aggiungersi dai 150 ai 300 bigliettoni verdi a seconda della pelle che si desidera…beh, forse, per il momento sono sicuramente scarpe ancora non per tutti…comunque, se qualcuno volesse regalarmele io porto il 42!

2 blogger & Una Capanna…

Oggi sono 29 anche per la mia dolce metà. Anche se devo dire che lei si mantiene decisamente meglio del sottoscritto. Sarà, forse, merito di quelle due gigantesche orecchie che vedo solo io che la fanno diventare un autentico NIGLIO? Il bello è che prima lei mi prendeva sempre in giro per la mia blog-mania, poi dopo che per il nostro ultimo anniversario, ho voluto regalargliene uno tutto per lei, è diventata una piccola grande BlogStar! Del resto come si fa a resistere alle avventure di una dolcissima praticante legale, promessa avvocato un po’ per forza e un po’ per caso, costretta a barcamenarsi nei meandri della burocrazia e dell’aggrovigliato sistema giuridico italiano?!? BUON COMPLEANNO PICCOLA MIA!…questo è il mio regalo per te! [Che ore sono?]

Gadget Contest: lo strano coso di Deirdrè

Dark or Red?

Dopo una cena così, adesso è arrivato davvero il momento di giocare un po’. Te l’avevo promesso my dear Deirdrè ed eccolo qui! Io e i fortunati ospiti di quel convivio ne possediamo già almeno uno che tu ci hai voluto gentilmente donare come gadget della serata. Adesso, però, è giusto condividere questa tua piccola geniale invenzione anche con il resto della blogosfera…ma chissà mai a cosa potrà servire questo misterioso “coso” di plastica colorata, leggero leggero e che sta giusto dentro il palmo di una mano? Allora sotto con le risposte, cari amici, e [inutile dirlo] chi lo indovina per primo se ne vedrà arrivare subito uno a casa! Che vinca il/la migliore…

[Ovviamente sono esclusi dal gioco tutti i partecipanti della mitica cena...mica vorrete fare gli ingordi pure di gadget?!? ]

A Cartoceto, Symposium, San Lorenzo e la pace del vino

La Cantina del SymposiumEppure ieri sera non era il 10 agosto. Fosse stata, infatti, la notte delle stelle cadenti sarebbe stata anche quella dei desideri. Ieri, però, doveva, forse, essere la serata in cui i desideri si avverano. Sì, deve essere andata proprio così. Perchè in fondo, per tutti quelli che, come il sottoscritto, sono stati i fortunati ospiti di quell’angolo di pace e bellezza chiamato Symposium Quattro Stagioni di Cartoceto, è stata davvero la notte del San Lorenzo.

Ci sono alchimie segrete di cui si cerca invano la ricetta da migliaia di anni e ci sono alchimie spontanee che diventano subito perfette. Alchimie di anime, colori e sapori. Intorno a un tavolo, venti persone pressochè sconosciute [ma subito in feeling] e tutta la magia del mangiare e del bere. Prima ancora il viaggio dietro le quinte, dentro il luogo dove, tra passato e futuro, l’alchimia viene generata e prende forma: la cucina. E, poi, la cantina, uno scrigno di tesori a forma di bottiglia, in cui il patron del Symposium, lo chef Lucio Pompili [grande comunic-attore] è diventato la guida per i nostri occhi estasiati in mezzo a quest’inestimabile e immensa collezione di vini.

Intanto, l’aperitivo. Un benvenuto di gusti tra le sfumature della frutta e quelle del tartufo e della carne di cervo con una deliziosa perla di uovo di quaglia fritto, a cui penso proprio che Sara abbia fatto delle foto bellissime che potete vedere QUI.

E poi seduti. Ognuno al suo posto in un ordine affatto casuale. Tocca ad una raffinatissima panzanella di pomodoro con scampi di Fano inaugurare il nostro convivio, subito seguita dal primo dei primi: pasta di farro Latini con Sugo di Scorfano dell’Adriatico. Il pesce che, tra un frittura leggiadra e una sensazione di forno, incontra la pasta e il pomodoro e ne diventa complice lungo un sentiero indiscutibilmente gustoso. Si prosegue, quindi, con il Carnaroli Gran Riserva con Pecorino e Tartufo Nero, altra delizia che, data la mia insuperabile intolleranza alimentare ai formaggi, ho potuto, purtroppo, vivere soltanto a metà.

Eccoci allora, al piatto forte della serata. Antonio non aspettava altro. Una degustazione di frattaglie estive. Una riscoperta di sapori a cui i nostri palati viziati non sono, forse, più abituati, anche se la memoria di cibi come questi ha una storia che non si può dimenticare.

Bisognava almeno provarli. Senza tapparsi il naso e gli occhi, però. Ma - come giustamente mi suggeriva da buongustaio fiorentino Roberto - superando quel blocco mentale del non senso e del non buono a prescindere. Io ci ho provato. Perchè sì. Ma, nonostante tutta la mia buona volontà, non ho avuto il fegato [chiedo venia] di andare oltre un piccolo assaggio di tutto: rognone con mele e calvados, trippa alla Canapina con pecorino di fossa e vellutata di fagioli bianchi e fegato di vitello con aceto balsamico e uva passa. Morivo, però, dalla curiosità di sperimentare le non metaforiche Palle di Toro fritte con salsa di paprika dolce. Beh, oggi posso dire di aver mangiato anche questo…

Ma veniamo ai dolci, preceduti da una degustazione di formaggi marchigiani (caprini e pecorini) serviti con Gorgo [gelato al gorgonzola malghese, granita di sedano, pere calde padellate con la sua acquavite, salsa al porto]. A me ovviamente lo chef ha fatto prepare un meraviglioso tortino con gelato al cioccolato bianco [il mio preferito] su salsa di olio ricoperto di fili di carote e con una tartina di patè d’olive. Pura libidine.

Per tutti, ma soprattutto per Sara, il gran finale con una tenerezza al cioccolato caribe al pepe di Sechouan. Buono e particolarmente sorprendente come l’utilissimo gadget che Deirdrè ci ha regalato al termine della cena e di cui presto vi parlerò QUI.

Come avrete notato, non mi sono affatto soffermato sui vini che hanno accompagnato tutti i piatti del nostro convivio. Si trattava di vini San Lorenzo abbinati a Franciacorta docg Brut Millesimato 2003, Champagne Grande Réserve Rosé, Gavi di Gavi docg 2005, Vernaccia di San Giminiano docg 2005, Pinot Nero Alto Adige doc 2002, Ramandolo docg 2003. Sicuramente lì in mezzo, al contrario del mio amico Enrico che mi ha accompagnato volentieri in questa avventura enogastronomica, ero quello che aveva meno voce in capitolo per esprimere un parere sulle bottiglie che sono state stappate nel corso della serata.

E’ vero. Ma io ieri sera, dopo oltre due anni vissuti praticamente e radicalmente da astemio, ho finalmente fatto pace con Bacco e ho riscoperto il bello del buon bere. Cari amici del Club San Lorenzo non smetterò mai di dirvi GRAZIE per questo. Per colpa di vicende personali e di un bere maleducato, con lo spauracchio del palloncino e della patente a punti, avevo, infatti, dimenticato quella piacevole sensazione di un’ebrezza che invece di dare alla testa, apre soavemente il cuore e libera la mente.

Alzo allora il calice e dedico questo brindisi virtuale proprio a voi tutti: Carlo Piasentin, Roberto Cardoso Laynes, Susan Quercioli, Alessandro Morichetti, Deirdrè Straughan, Edoardo Danieli, Alessandro Brandoni, Rossella Rasulo, Mario Coppi, Antonio Tombolini, Sara Maternini ed Ernesto Zodda.

Prosit! E, in tutta franchezza, spero davvero [ma visto la giusta norma del regolamento, credo proprio che resterà soltanto un bel sogno...va bene lo stesso...] che ci possa essere presto una prossima volta…tanto il vino lo portate voi, giusto?!?

Stasera palle di toro fritte!

Palle di Toro fritte…Non vedo l’ora! Pancia mia fatti capanna! Stasera, infatti, le mie papille gustative si cimenteranno in una particolarissima avventura gastronomica in un posto semplicemente mozzafiato: il Symposium Quattro Stagioni di Cartoceto…grazie agli amici del mitico Club San Lorenzo per avermi gentilmente ammesso alla loro tavola…il menu e la compagnia, almeno sulla carta, sono assolutamente stuzzicanti e, poi, francamente era una vita che volevo mangiarmi un bel piatto di Palle di Toro fritte!!!

Vacanze tra domande e risposte

Vacanze romane…Per indole e per scelta assecondo difficilmente queste iniziative epidemiche della Rete, però, visto che stavolta a chiamarmi in ballo è l’amico Libero non posso tirarmi indietro e, quindi, sto al gioco…anzi al meme delle vacanze…

1 - vacanze al mare o in montagna?
Da bambino, date le mie origini dell’entroterra, le vacanze erano per forza al mare [perché secondo mia madre quell'aria ricca di iodio mi faceva tanto bene alla gola...] con annessa spiaggia di sabbia per costruire castelli e, soprattutto, scavare buche con una frenesia paragonabile solo a quella di un texano a caccia di petrolio o di un esploratore alla ricerca del centro della Terra, anche se, forse, in realtà assomigliavo di più ad un cane intento a nascondere famelicamente il suo bell’osso…poi crescendo, a paletta e secchiello, ho iniziato a preferire la tranquillità di posti meno chiassosi di un qualsiasi lido della riviera verso cui, confesso, ho progressivamente sviluppato un certo “mal di mare” per la gioia della mia dolce metà che è invece una lucertola da spiaggia assetata di melanina…altrimenti, per tagliare la testa al toro e al cavalluccio marino, oggi mi potrebbe andar bene anche un lago con itinerario storico naturalistico e [siccome viaggiare mette appetito] pappata tipica…ma sempre tutto all’insegna del massimo comfort e del massimo relax!

2 - cosa apprezzate di più delle vacanze?

Beh, in una vita che normalmente ci costringe a 1000 impegni e, nel mio caso, a 2000 ritardi, il belle delle vacanze e senz’altro quello di poter far comunque tardi e sentirsene maledettamente poco in colpa e subdolamente soddisfatti! Chiedo perdono fin d’ora a chi sa già che dovrà aspettarmi anche la prossima volta…

3 - se ci andate, dove andate quest’anno e in che periodo?

L’idea è venuta all’amico Gabbo che prima di partire per la Cina, ad agosto [dopo il 15], vuole andare a farsi un giro a Madrid in Spagna dove la sua donzella Roberta si trova per uno stage internazionale…io naturalmente non mi muovo senza di LEI!!!

4 - quale vacanza sognate?
I miei viaggi nel cassetto sono 3: Australia, Giappone e Islanda…ma anche quest’anno credo proprio che dovrò continuare a sognarmeli…

Bene, e adesso passo la penna e la palla ad altri due grandi blogger Che ore sono? e Pallyseven …buon divertimento, sotto con le risposte e…soprattutto BUONE VACANZE a tutti!

Qui comincia l’avventura del signor…

Signor BonaventuraE meno male che i miei genitori, visto anche poi quello che avrebbero combinato, due anni dopo, con mio fratello minore, quel giorno hanno lasciato fare tutto allo loro primogenito. Per intenderci quello con cui mi faccio una sorta di lunga e fraterna “pomiciata” alla fine di questo video d’amarcord. Il rischio era, infatti, che se mamma e papà avessero seguito un’ancestrale consuetudine della mia famiglia che voleva che il nascituro portasse il nome del Santo del giorno della sua venuta al mondo, mi sarei potuto chiamare [udite! udite!] Bonaventura. Cioè come quel bizzaro personaggio del “Corriere dei Piccoli” nato nel lontano 1917 dalla fantasia e dalla penna di Sergio Tofano, in arte Sto. Uno strampalato spilungone in marsina e bomebetta rosse con i dei larghi pantaloni bianchi e un inseparabile bassotto giallo al suo fianco…quasi un antesiniano della mitica inviata in giallo di “Striscia la Notizia”, Stefania Petyx…solo che mentre lei è abituata a scovare le magagne della bella isola di Sicilia, lo sport preferito del signor Bonaventura era quello di cacciarsi in qualche mirabolante avventura per poi uscirne sempre ricchissimo con in mano il mitico assegno da “un milione”…a pensarci bene, vista così, forse, non mi sarebbe poi dispiaciuto tanto essere un suo omonimo…ma l’allora tredicenne mio fratello maggiore, investito del gran compito di darmi un nome, non fece altro che prendere il calendario e improvvisarsi da perfetto Jonathan Edwards della situazione, compiendo un bell’hop su San Bonaventura [15 luglio], uno step secco su San Giustinano [16 luglio] e un jump finale su Sant’Alessio [17 luglio], nome con cui fui iscritto all’anagrafe comunale e, quindi, battezzato. Questo sì che è un nome! Di origine greca dal verbo “alexein” [proteggere], in passato si sono chiamati così intere dinastie di imperatori bizantini, zar e alti prelati. Per carità, io non aspiro a tanto, anche perchè in fondo in fondo un po’ Bonaventura mi ci sono sempre sentito…ed è decisamente molto più divertente!